Balotas – Existenz kummer

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I Balotas vanno visti dal vivo,assolutamente,perchè solo chi ha avuto la fortuna di assistere ad un loro concerto può capire quanto sia limitativo parlare di un loro album senza averlo visto eseguire dal vivo.
I Balotas suonano e lo fanno molto bene,visto che sono dotati di ottima tecnica strumentistica,ma questa è solo una parte di quanto vogliono comunicare a chi li ascolta,prova ne sia i continui cambi d’abito e scenografia che propongono ad ogni brano.
I Balotas sono dei pazzi perchè durante la presentazione di questo album hanno rischiato di dare fuoco al locale che li ospitava “grazie” ad una brillante trovata pirotecnica e perchè,colpa ancora più grave,hanno voluto che il Santo e Alabarda mettessero i dischi alla fine dei loro show (Come si suol dire:errare è umano perseverare è diabolico).

I Balotas hanno sfornato questo album e io,poveri mortali che non avete assistito au una loro data,proverò ad illustrarvi quanti vi hanno sapientemente stipato.
Il lato a si apre con l’inquetante,già dal titolo, intro strumentale “Into the nightmare”,segue “Magic flower” che ha un inizio fuorviantemenete pinkfloydiano per poi trasformarsi in un brano del più tamarro e geniale metal che mente umana abbia partorito, “Free sex tonight” è puro hair metal tra i Motley Crue e i Twister Sister, di “Rock in harem” vi dirò che mentre la eseguono la cantante e tastierista Sara insieme ad altre grazie locali eseguono una danza del ventre da urlo (citando l’immenso Mario Carotenuto dal capolavoro “Il tifoso, l’arbitro, il calciatore” :),”Kiss me deadly” sono le Runaways che incontrano gli Inxs sulla strada che porta a Hollywood,chiude un altro strumentale “Purzel in purzellanden” che ha il lirismo dei pezzi semi-acustici degli Husker du!?! Si gira facciata,si tira un sospirone e si rinizia,”Arizona Perizoma” è grande già dal titolo,ha un intro e un outro d’armonica blues,o perchè no garage,per poi trasformarsi in un hard’n’roll cafone al punto giusto (Arizona Perizoma and kiss my ass!), la cover di “Trick of treat” dei Fastway è zarra almeno quanto l’originiale,”Lorelein” è heavy sound in puro NWOBHM suond,se il buon dio mi fa il miracolo come al premier di farmi ricrescere i capelli mi lancio nel più furiso headbanging della mia vita,”Big motherfucker” inizia con una tarantella che va via via scemando trasformandosi in un hard’n’punk spettacolare spietato quanto melodico,per quanto mi riguarda vetta assoluta dell’album,grande anche il testo infarcito degli stereotipi più triti (fuck me and breake my old pace maker!?!),”Spider multi” è addirittura crossover,sembra di ascoltare una versione ironica dei Jane’s Addiction,impresa assai ardua vista la almeno apparente seriosità del gruppo di Perry Farrell,chiude il tutto “Ich fahre in stube” il cui cantato in tedesco ne accentua l’incedere marziale,un tale spessore nell’eseguzione di un pezzo cosi’ cantilenante non l’ascoltavo dai primi lavori dei Cccp.
A proposito fate particolare attenzione ai testi,sono ironici e taglienti e non sono per niente scontati o soltanto funzionali ai pezzi nei quali sono inseriti.
L’Italia potrebbe aver trovato i suoi Turbonegro,a voi giudicare se sia un bene o un male.

P.S. : Questo album è disponibile anche in versione lp,superfluo definirla preferibile.

Info e contatti : waww.balotas.it

Balotas - Existenz kummer

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