Atlas Pain – Atlas Pain

Per gli Atlas Pain un buon assaggio dell’album che dovrebbe uscire l’anno prossimo

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Demo rilasciato in free-download dagli Atlas Pain, band milanese alle prese con un folk metal che si preannuncia dagli sviluppi non poco intriganti, almeno a giudicare dalle premesse.

In effetti, i brani sui quali porre l’attenzione sono essenzialmente due, Annwn’s Gate e Once Upon A Time, volendo escludere la breve intro e lo strumentale Foreign Lands, riuscito e sicuramente evocativo medley di temi tratti da diverse colone sonore a sfondo epico ma che, in quanto tale, si rivela meno indicativo del valore della band rispetto alle tracce originali.
Annwn’s Gate è decisamente un brano che colpisce al primo impatto, con le sue tipiche atmosfere celtiche che ben si avvicendano a passaggi prossimi al death, con le vocals aspre di Samuele a fare da contraltare ad ariose aperture melodiche.
Once Upon A Time appare invece più black oriented, almeno nel suo incedere ritmico, ma brilla sicuramente anche per varietà di soluzione stilistiche, tra passaggi di matrice power e sonorità maggiormente epiche e magniloquenti rispetto all’altra traccia.
Per gli Atlas Pain un buon assaggio dell’album che dovrebbe uscire l’anno prossimo; chiaramente, se riuscissero nella non semplice impresa di mettere assieme tre quarti d’ora di musica di intensità e qualità pari a quella esibita in questi due brani, i ragazzi lombardi si ricaverebbero al primo colpo un posto di assoluto rilievo nella scena folk metal nostrana.

Tracklist:
Intro
Annwn’s Gate
Foreign Lands
Once Upon A Time

Line-up:
Samuele Faulisi – Vocals, Rhythm Guitar, Keyboards, FX
Luca Ferrari – Lead Guitar
Federico Cotzia – Bass

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Autore: Stefano Cavanna

Cresciuto per motivi anagrafici a pane e prog, a differenza di molti miei coetanei non passo il tempo a piagnucolare sostenendo "cosa vuoi sentire ora, quello che viene pubblicato ai giorni nostri è tutta spazzatura" ... Invecchiando ho allargato invece i miei orizzonti musicali e oggi sono essenzialmente un appassionato patologico di funeral/death doom, oltre che ascoltatore compulsivo di metal in ogni sua svariata forma, senza per questo disconoscere (ci mancherebbe altro) tutta la grande musica prodotta negli anni '70.

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