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Recensione : The Queen is Dead Volume 194 – Atavic Disgust, Black Magick Noise, Wolmir

Atavic Disgust, Black Magick Noise, Wolmir: Puntata dedicata alla Extreme Chaos Records, una delle etichette che amiamo di più, alveo di caos e buco nero di distruzione.

Puntata dedicata alla Extreme Chaos Records, una delle etichette che amiamo di più, alveo di caos e buco nero di distruzione.

ATAVIC DISGUST

Lavoro uscito nel primo mese del 2025, “Gravity” è un nero scrigno di frequenze elettroniche e metal altro, come se il magma bollente del black metal incontra il freddo silicio dell’elettronica e ne nasce una capsula che vaga per le fredde profondità dello spazio, con ritmi radicalmente mutati rispetto a quello che ci si aspetta.

“Gravity” è l’opera di Antihuman War Machine al basso, ai synth e alle batterie, di Vermokane alle chitarre, di Soul Devourer e di Mvffa nei synth della prima traccia, un associazione a delinquere che abbiamo già visto e soprattutto ascoltato in casa Extreme Chaos e che qui compiono un ennesimo capolavoro, andando ad esplorare abissi reconditi che non sono veloci ma sono intesi e intrisi di un nero che è quasi deprivazione sensoriale.

Come dice il titolo, questo è un lavoro incentrato sulla gravità e sulla mancanza di essa, sull’essere persi nella disperazione più umida, e in tutto ciò avere ancora voglia e modo di lanciare un segnale sperando che possa essere captato. In apparenza questo lavoro è differente rispetto agli altri lavori del gruppo, mentre è un ulteriore passo di un’esplorazione sonora che fortunatamente è ben lungi dall’essere compiuta.

Gli Atavic Disgust sono un gruppo che mette in musica un disagio ed una rabbia cosmici, usando l’elettronica in una maniera davvero inusuale e meravigliosa, con un black metal che aleggia diventando qualcosa di post, pietra miliare di una discesa nel caos che è profonda e assume diversi aspetti, e questo è uno dei migliori.

 

BLACK MAGICK NOISE

Continuiamo l’esplorazione delle ultime uscite di casa Extreme Chaos Records, “Vodun” dei Black Magick Noise, duo formato da Antihuman War Machine al rumore e Terab ai canti e al resto.

Rituale di distruzione proveniente dalle entità evocate da Aleister Crowley, qui troviamo una pioggia acida di raw black metal che picchia durissimo, la produzione è volutamente grezza ma completamente comprensibile, anche se qui più che la fedeltà sonora conta la grandezza fisica dell’onda sonora, infatti si consiglia caldamente l’acquisto in cassetta dell’opera, formato quanto mai adeguato. Il duo devasta tutto con undici pezzi di durata e di urgenza hardcore punk, dediti ad un raw black metal di altissima qualità, con molte derive, dal death al noise passando per il metal estremo.

“Vodun” è uno di quei dischi tipici di casa Extreme Chaos Records, etichetta che potrebbe essere intesa come quelle software house anni ottanta e novanta che facevano uscire giochi fantastici e con un filo conduttore che li accomunava, e qui la label romana lo fa con la musica, e che musica.

Vodun in certe parti dell’Africa Occidentale è una religione tradizionale ed antichissima che è andata poi ad ispirare molte credenze che ritroviamo nelle Americhe, e qui è la partenza per qualcosa di tribale e di nero, un ritmo che accomuna spiriti e mentalità diverse in apparenza ma molto simili per comprensione del mondo che vediamo, e soprattutto di quello che non vediamo. Un disco di black metal che va molto oltre il comune.

 

WOLMIR

“Crave for blood” è il nuovo lavoro di Wolmir, dopo “Moonlit carnage” uscito in cassetta in edizione limitata su Extreme Chaos Records. Questo ultimi lavoro uscirà in cassetta tramite Extreme Chaos (Italy), e in CD via Deathrash Armageddon, etichetta giapponese che in passato ha prodotto, fra gli altri, Abigail e Lone Suffer. Wolmir ha compsot e suonato tutto, tranne il basso al quale c’è il molto prolifico Antihuman War Machine.

Il lavoro è un capolavoro di black/death in ortodossia underground, cavernoso, minaccioso e morboso. Oltre a tutto ciò Wolmir va ben oltre, dato che imprime alle sue composizioni un andamento quasi post punk nel ritmo delle composizioni, aggiungendo oscurità al nero abisso.

Qui il black è quasi raw e il death metal che è molto estremo hanno un qualcosa in più nelle composizioni, ad esempio un pezzo come “Storm of death” è una miscela molto ben riuscita di black/death e richiami gotici e post punk, sempre nello stile di Wolmir, vero e proprio esploratore sonoro dell’ambito black/death. Il precedente “Moonlit carnage” era già ampiamente un disco sopra la media, ma questo si supera ulteriormente, andando ancora più in profondità nella ricerca sonora, in un viaggio senza ritorno in una cava nera e senza riferimenti.

“Crave for blood” è un disco posseduto da un metal estremo che è assai difficile da trovare altrove, un percorso iniziatico e musicale totalmente underground e di grande spessore, e questo disco ne è la testimonianza più lampante. Immergersi in questo suono è come entrare in un tempio di una divinità molto più antica di noi e forse del mondo stesso, una divinità che vuole il sangue condito da dolore e disperazione, e qui c’è proprio quello, colonna sonora di un sentimento che amiamo in quanto consapevoli di ciò che siamo.

Secondo grande disco per questo progetto, ennesima meraviglia di casa Extreme Chaos Records.

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