Art 238 – Atavism

Art 238 – Atavism

La band proveniente dalla Normandia riprende il discorso interrotto sette anni fa, quando venne pubblicato l’ultimo full-lenght intitolato “Empire of the Atom: A Scienterrific Tale”, con questo Ep contenente circa venti minuti di un intrigante mix tra death, black, grindcore arricchito da una pesante componente industrial.

Anche se questa scelta non si può certo considerare del tutto innovativa, va detto che, in ossequio alla tendenza mostrata negli ultimi anni da parte dei musicisti estremi francesi, gli Art 238 cercano con un certo successo di approcciarsi alla materia in maniera non del tutto convenzionale.
E, se i nomi che sovvengono dopo i primi ascolti sono quelli dei soliti noti nei generi citati (parliamo di Fear Factory e Godflesh, soprattutto), in effetti tali e tanti sono gli spunti dai quali traggono linfa i nostri che per elencarli tutti ci vorrebbe diverso tempo.
Ciò che conta di più, alla fine, è la conoscenza della materia dimostrata dal trio, il che permette di ascoltare venti minuti di un’intensità mostruosa e di grande credibilità, in grado di portare all’attenzione degli appassionati un nome nuovo, anche se in senso relativo, se pensiamo che gli Art 238 sono in circolazione dall’inizio del millennio.
Le tre tracce che compongono Atavism sono uno tsunami sonoro che include momenti più ragionati, come nella ottima Mephitic Manifesto, nel corso del quale gli influssi della band di Burton C.Bell si fanno più leggibili, mentre i restanti brani, pur non lesinando brutalità e violenza a piene mani, con l’ausilio delle tipiche ritmiche squadrate (accentuate dall’uso della drum machine), non si trasformano mai in un’esibizione di forza fine a se stessa.
Un buon ritorno quindi per i transalpini, in attesa di un più probante prossimo passo su lunga distanza.

Tracklist:
1. Regressive Evolution
2. Mephitic Manifesto
3. S.O.T.A. (Sons of the Atom)

Line-up:
Morg – Bass, Vocals
Psychotenia – Guitars
Tritium – Keyboards, Samples

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Stefano Cavanna
stefano@iyezine.com

Cresciuto per motivi anagrafici a pane e prog, a differenza di molti miei coetanei non passo il tempo a piagnucolare sostenendo "cosa vuoi sentire ora, quello che viene pubblicato ai giorni nostri è tutta spazzatura" ... Invecchiando ho allargato invece i miei orizzonti musicali e oggi sono essenzialmente un appassionato patologico di funeral/death doom, oltre che ascoltatore compulsivo di metal in ogni sua svariata forma, senza per questo disconoscere (ci mancherebbe altro) tutta la grande musica prodotta negli anni '70.

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