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Apostate – Time Of Terror

Gli ucraini Apostate risulteranno probabilmente sconosciuti ai più, benché la loro nascita risalga a circa vent’anni fa. Questo perché, come spesso accade, dopo un demo ed un ep la band interruppe l’attività per tornare poi nel 2007 con una compilation contenente questi due vecchi lavori.

Il primo full length arriva quindi nel 2010 senza lasciare grosse tracce; diverso è il caso per quest’album che, al contrario, mostra una band un grado di proporre un death-doom privo di fronzoli ma indubbiamente efficace nella propria sobria linearità.
Quasi un’ora di musica che di snoda sulle coordinate delineate agli albori del genere, quindi piuttosto sbilanciata sul versante death, con dosi omeopatiche di digressioni gothic che vengono fagocitate da un suono grumoso, condotto da riff distorti e dall’efficacia inversamente proporzionale alla loro relativa pulizia.
La traccia iniziale Solar Misconception rappresenta l’ideale manifesto della band, con le sue atmosfere plumbee stemperate parzialmente da una melodia che si fa largo a stento, anche a causa di una pruduzione non proprio memorabile che, se da un lato può rivelarsi funzionale allo stile degli Apostate, dall’altra tende ad appiattire un po’ la resa sonora di tutto il lavoro.
Time Of Terror resta comunque un album convincente nel suo intero sviluppo e tutto sommato diverso per stile ed approccio rispetto a ciò che si ascolta abitualmente dalle doom band ucraine.

Tracklist:
1. Solar Misconception
2. Pale Reflection
3. Pain Served Slow
4. Memory Eclipse
5. World Undying

Line-up:
Alexander Kostko – bass
Bohdan Kozub – vocals
Nikita Holovin – drums
Vlad Filimon – guitars
Yurko Savchuk – guitars

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Stefano Cavanna
stefano@iyezine.com

Cresciuto per motivi anagrafici a pane e prog, a differenza di molti miei coetanei non passo il tempo a piagnucolare sostenendo "cosa vuoi sentire ora, quello che viene pubblicato ai giorni nostri è tutta spazzatura" ... Invecchiando ho allargato invece i miei orizzonti musicali e oggi sono essenzialmente un appassionato patologico di funeral/death doom, oltre che ascoltatore compulsivo di metal in ogni sua svariata forma, senza per questo disconoscere (ci mancherebbe altro) tutta la grande musica prodotta negli anni '70.