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Gli Andy Malloy, band capitanata da Andrea Faggiano (e completata da Antonio Di Nardo, Alessandro Pellegrini, Patrizio Strippoli), debutta nel migliore dei modi con i dieci brani contenuti in “Madre”. Il disco, ottima prosecuzione del lavoro iniziato con “Opium Emporium Ep” (2009), si sviluppa su sonorità a metà tra alternative rock, grunge ed emo anni ’90.

L’album, introdotto da poche parole cantate in reverse, esplode grazie alle grasse chitarre e al cantato arcigno e nasale (gli anni ’90 e i primi Verdena vengono subito alla mente) di “Memorie Per Heckles”. “Crocodile”, in seconda posizione, lascia ampio spazio alle ritmiche, suonando distesa e solare su note limpide, mentre “Il Mai”, ruvida ma ammiccante, costruisce piccole tempeste da sogno. “Let It Snow” si scioglie in dolci ed avvolgenti malinconie, seguita da “Universal Key” (ritmo lievemente aumentato, chitarre che spettinano), dai ventisei secondi di “Scia” e dalla lenta e sinuosa anima post rock (Slint, Tortoise) di “Tempesta”. “Sorry Dear”, invece, ormai a fondo disco, regala sonorità più vivaci ed energiche, lasciandosi trasportare dalle sue note fino alla delicata ed eterea “Mother” e alla conclusiva, morbida ed acustica “Beautiful Disaster” (comprensiva di una piccola e timida bonus track).

Le dieci canzoni proposte dalla band, nonostante si stia parlando di un debutto, mostrano già una notevole maturità, una buona strutturazione della materia musicale e ottime melodie. Il sound complessivo non è certamente innovativo (è facile sentire echi a là Verdena, Slint, Nirvana, Smashing Pumpkins), ma sicuramente interessante e molto orecchiabile: promettono bene.

TRACKLIST:
01. Memorie Per Heckles
02. Crocodile
03. Il Mai
04. Let It Snow
05. Universal Key
06. Scia
07. Tempesta
08. Sorry Dear
09. Mother
10. Beautiful Disaster

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