Ancient Spheres – In Conspiracy with the Night

Progredire è d’obbligo ed appare comunque un’impresa possibile: un minimo di personalità in più e un aggiustamento dei suoni potrebbero rendere competitivi in futuro gli Ancient Spheres

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Gli Ancient Spheres sono esponenti di una scena estrema costaricense in crescita, nella quale ci siamo peraltro già imbattuti di recente con l’ottimo album dei Black Whispers.

Qui la materia trattata è il black metal nella sue vesti più tradizionali: In Conspiracy with the Night è il secondo full length da parte di una band che si dimostra in grado di interpretare più che dignitosamente il genere, ma che appare ancora lontana dal raggiungimento di quegli standard necessari per consentire al trio di emergere.
A fronte di buone intuizioni è talvolta è l’esecuzione strumentale a fare difetto, con sbavature che in un regime di concorrenza così spinta non ci si possono consentire. Peccato, perché alcuni brani (la più rallentata Ethereal ed Emperors of the Night) possiedono un incedere convincente ed appaiono ben inseriti nei canoni del genere ma, proprio alla luce di questo, se non funziona tutto alla perfezione o quasi, vengono inevitabilmente meno i possibili motivi di interesse per l’ascoltatore.
Progredire è d’obbligo ed appare comunque un’impresa possibile: un minimo di personalità in più e un aggiustamento dei suoni potrebbero rendere competitivi in futuro gli Ancient Spheres all’interno di una scena più affollata di una metropolitana nelle ore di punta.

Tracklist:
1. Enchantment of the Night
2. Invoking Darkness
3. A Tale Told Two Thousand Times
4. Ethereal
5. Emperors of the Night
6. The Sign
7. My Ancient Spirits
8. Slaughters
9. The Old Forest
10. Cold and Dead Stone
11. In Solitude I Die
12. Lord of the Morbid Ritual
13. Chaos Compass
14. Serkes
15. Sands of Oblivion

Line-up:
Adolfo Bejarano – Guitars
Yeudiel Chacón – Bass, Vocals
Raymondsz – Drums

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Autore: Stefano Cavanna

Cresciuto per motivi anagrafici a pane e prog, a differenza di molti miei coetanei non passo il tempo a piagnucolare sostenendo "cosa vuoi sentire ora, quello che viene pubblicato ai giorni nostri è tutta spazzatura" ... Invecchiando ho allargato invece i miei orizzonti musicali e oggi sono essenzialmente un appassionato patologico di funeral/death doom, oltre che ascoltatore compulsivo di metal in ogni sua svariata forma, senza per questo disconoscere (ci mancherebbe altro) tutta la grande musica prodotta negli anni '70.

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