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I newyorchesi Zulus, band formata dall’incontro tra i due musicisti Daniel Martens e Aleksander Prechtel (già militanti in altre formazioni post hardcore della città) e Jeremy Scott, debuttano per Aagoo Records con otto canzoni dense di suono e forza.

La partenza, grazie ai ritmi tirati di By Night And Spear (come essere travolti da una cascata di petrolio) e alla violenza graffiante della breve ma intensa Surgery, è di quelle forti. To Die prosegue affogando la voce nella forza tellurica degli strumenti, mentre Kisses colpisce a fondo con la sua violenta inquietudine. La seconda parte del disco è aperta da Vibrations che, rallentando i tempi e marciando inarrestabile sul suo ritmo di batteria, introduce prima la doppietta composta da Blackout e Tremolo (entrambe sporche ed abrasive) e poi la conclusiva e granitica Death In The Current (dal sapore più post rock).

Gli Zulus debuttano con un disco che presenta alcune buone idee (es: Death In The Current), ma che, a conti fatti, non riesce a suscitare impressioni completamente positive: la voce spesso rimane schiacciata dagli strumenti, la monotonia prende subito il sopravvento, i brani risultano piuttosto piatti e innocui. Per ora non ci resta che aspettare che il tutto venga ricalibrato.

TRACKLIST:
01. By Night And Spear
02. Surgery
03. To Die
04. Kisses
05. Vibrations
06. Blackout
07. Tremolo
08. Death In The Current

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