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Recensione : Autori Vari – Salò or The 120 Days Of Sodom

Salò or The 120 Days Of Sodom: La potenza del film di Pasolini e delle musiche di Morricone ci raccontano che nessuno è al sicuro, non c’è salvezza se qualche potente si mette in testa certe cose, e l’unica salvezza è combattere il potere come si può.

La potenza del film di Pasolini e delle musiche di Morricone, unita alla vicende attuali, ci raccontano che nessuno è al sicuro, non c’è salvezza se qualche potente si mette in testa certe cose, e l’unica salvezza è combattere il potere come si può.

Disponibile per la prima volta in formato fisico grazia a Cold Spring la colonna sonora dell’ultimo film di Pasolini uscito postumo, “Salò o le 120 giornate di Sodoma”, ispirato al libro del marchese De Sade “Le 120 giornate di Sodoma”, scritto durante la sua prigionia alla Bastiglia, Pasolini venne trucidato ad Ostia nel 1975 tre settimane prima dell’uscita del film. Si dice che il regista venga attirato sul luogo dell’omicidio per tentare di recuperare 74 bobine di tre film non ancora ultimati, tra i quali questo, rubate nell’agosto del 1975. Verrà chiesto un riscatto ma le produzioni non pagheranno, e parte delle bobine verrà poi fatta ritrovare, tramite una soffiata anonima ai carabinieri, il 2 maggio 1976 al Teatro 15 di Cinecittà.

Questo film, senza voler fare una recensione dello stesso perché merita ben altro palcoscenico, è l’eredità morale e sociale dell’opera di Pasolini, parla del volto più efferato e ritualistico del potere, quel potere che schiaccia l’umanità senza sosta, e qui viene mostrato in tutta la sua bruttura. Il film racconta la storia di quattro potenti capi fascisti – il Duca, il Vescovo, il Presidente della Corte d’Appello e il Presidente della Banca Centrale – che rapiscono diciotto adolescenti di famiglie antifasciste e li rinchiudono in una villa isolata, dove per 120 giorni vengono sottoposti a torture ed abusi, anche rituali.

Il film è strutturato in quattro parti ispirate alla “Divina Commedia” di Dante: Antinferno, Girone delle Manie, Girone della Merda e Girone del Sangue, il tutto dominato dal potere che denigra l’umanità. Un film durissimo, un’orgia di violenza e degradazione, la difficoltà di vedere come il potere spesso tratta l’uomo, una critica molto forte al fascismo ma soprattutto alla disumanizzazione dell’uomo quando è potente, o forse il potere ci mostra la vera natura umana lasciata senza briglie morali ed etiche ?

Con un film così non poteva esserci una colonna sonora di secondo piano, e per la prima volta l’etichetta inglese Cold Spring, eccellenza assoluta per chi ama la musica ispirata anche dalle opere di Pasolini, dà alle stampe la colonna sonora di questo storico film.

La musica di questo film è qualcosa che rende ancora più grande la potenza del messaggio che voleva dare Pasolini. Si inizia con un pezzo incredibile “Son tanto triste” di Ennio Morricone, che è la colonna sonora dell’ultimo momento del film, canzone leggera degli anni ’40, interpretata dall’orchestra da ballo Alberti, che accompagna la scena finale in cui due giovani soldati repubblichini ballano male, ignorando la tragedia che li circonda. Morricone è il principale autore della colonna sonora, che incorpora anche pezzi audio del film. Il compito di questa colonna sonora è quello di sottolineare i momenti forti del film, attraverso una musica che non assume il ruolo di consolatoria o di intrattenimento, ma è catarsi che squarcia il velo della verità e ci mostra fino al midollo la violenza umana su altri umani. Il recupero di questa colonna sonora è molto importante, poiché permette di vedere l’opera pasoliniana da un’angolazione diversa, un lato che fa capire meglio il tutto nella sua complessità, nell’amarezza della verità. Guardando il film e ascoltando la colonna sonora, che va forse più in profondità rispetto alle forti immagini, si può erroneamente pensare che tutto ciò sia solo un eccesso della natura umana, un accidenti della storia, ma ci sono avvenimenti recenti come la vicenda di Jeffrey Epstein e di tutto quello che sta uscendo da questa uscita dei files che lo riguardando.

Come nel film di Pasolini, Epstein e i suoi complici sacrificavano esseri umani, li violentavano, forse li mangiavano anche, seviziando, violentando, distruggendo psiche e corpo, proprio come in “Salò o le 120 giornate di Sodoma”. Alcune vittime denunciavano ma non venivano ascoltate, proprio come i prigionieri dei fascisti nel film, e le loro grida e i loro volti ci sono ancora in parte sconosciuti. Pasolini non ha mostrato il passato nel film e in queste musiche, ma ci ha fatto vedere il vero volto del potere, la sua incarnazione più profonda e bestiale, la sua ritualità e la liberazione degli istinti più profondi che si celano dietro a chi possiede gran parte delle risorse mondiali.

La potenza del film di Pasolini e delle musiche di Morricone, unita alla vicende attuali, ci raccontano che nessuno è al sicuro, non c’è salvezza se qualche potente si mette in testa certe cose, e l’unica salvezza è combattere il potere come si può. Questa colonna sonora rimarca la grandezza e la visione del cinema pasoliniano, ed esce volutamente il 13 febbraio 2026, nel giorno del 249esimo anniversario dell’arresto del Marquese De Sade, con le accuse di oscenità e libertinaggio senza limiti, tutto torna.

 

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