WU LYF-GO TELL FIRE TO THE MOUNTAIN

WU LYF-GO TELL FIRE TO THE MOUNTAIN 2 - fanzine

WU LYF-GO TELL FIRE TO THE MOUNTAIN

WU sta per Word Unite, LYF per Lucifer Youth Foundation. Dietro a questo acronimo si nascondono più di cinquecento artisti (o, comunque, chiunque possa dare un contributo valido) per lo più nativi di Manchester, base operativa del collettivo. Una manciata di questi (Ellery Roberts, Tom McClung, Evans Kati e Joe Manning) da mesi stanno facendo parlare il mondo di sé, prima grazie ai due singoli “Dirt” e “Heavy Pop” e quindi con l’album “Go Tell Fire To The Mountain”.

In modo più che voluto, di loro si sa pochissimo: non c’è stata infatti nessuna forma di promozione o pubblicità sui WU LYF che, anzi, hanno rifiutato le interviste delle varie (web)riviste internazionali. Le poche informazioni che si possono scovare si trovano tutte sul sito della fondazione World Unite dove, sepolti in mezzo a video e grafiche d’effetto, si possono leggere stralci di descrizioni e i testi di tutte le canzoni, scritti per lo più in uno slang inglese da strada.

Con il loro sound primitivo e diretto, senza rinunciare però ad una certa armonia di fondo, i WU LYF si sono buttati a capofitto in quel vastissimo e variegatissimo oceano riassumibile sotto l’etichetta di ‘post-rock’ (anche se, prendendo in prestito il titolo di una traccia del disco, li si potrebbe descrivere abbastanza efficacemente come ‘heavy pop’). Sul web si leggono già parecchi paragoni che spaziano dai grandi nomi della scena internazionale (i più covincenti fin’ora, i Wolf Parade) a semi-sconosciuti gruppi emo (badate bene, quello degli anni ’90).

Influenze e somiglianze a parte, la buona notizia è che l’esperimento musicale di questi ragazzacci di Machester è riuscito in maniera magistrale. È difficile trovare all’interno del disco qualcosa che non funzioni, tutto sembra messo al posto giusto: le voci che urlano come ossesse (tanto da mangiarsi parole e, a volte, frasi intere), qualche synth alla XX posizionato saggiamente qua e là e un’onnipresente organo a santificare il tutto, sostituito a tratti solo da un pianoforte. Trovare una traccia che risulti posticcia o funzioni meno dell’altre è un’impresa quasi impossibile. Tutti e dieci i pezzi della scaletta colpiscono allo stesso modo: a partire dai due brani che aprono e chiudono il disco, “LYF” (che qui prende il significato di ‘love your forever’) e “Heavy Pop”, l’una subito energica e trascinante l’altra più riflessiva ma altrettanto coinvolgente. Passando poi per due singoli come “We Bros” o “Dirt” che bastano da soli a togliere i pochi dubbi che potrebbero restare sul disco. Arrivando infine a tracce dalle atmosfere lunghe e distese come “14 Crowns For Me & Your Friends” e “Such A Sad Puppy Dog”, in cui il gruppo si cimenta in sonorità meno immediate ma non per questo meno efficaci.

“Go Tell Fire To The Mountain”, oltre ad essere probabilmente una delle uscite migliori dell’anno, è uno di quei dischi che colpiscono fin dal primo ascolto, grazie alla sua immediatezza e il forte impatto, destinati a diventare un vero chiodo fisso. Promozione a pieni voti per i WU LYF.

01 LYF
02 Cave Song
03 Such A Sad Puppy Dog
04 Summas Bliss
05 We Bros
06 Spitting Blood
07 Dirt
08 Concrete Gold
09 14 Crowns For Me & Your Friends
10 Heavy Pop

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