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Recensione : Whorion – The Reign Of The 7th Sector

Abbinare tecnica e pathos in un sodalizio vincente non è da tutti.

Whorion  -  The Reign Of The 7th Sector - Recensioni Metal

Esordio sulla lunga distanza per i symphonic death metallers Whorion, provenienti da Helsinki, con all’attivo un Ep dello scorso anno dal titolo “Fall Of Atlas”.

Fresco di firma con Inverse Records, il gruppo finlandese è autore di un death metal tecnico supportato da un tappeto orchestrale che ne rende la musica un magniloquente monolite di estremo metallo, a tratti epicissimo e dall’ottimo appeal.
Mixato e masterizzato da Anssi Kippo negli Astia Studio, dove sono passati molti gruppi noti della scena nordica come Children Of Bodom, Ensiferum e Norther, l’album tra orchestrazioni ed un death metal colmo di cambi di tempo, sommato ad un buon songwriting, esprime il genere nel suo aspetto migliore: i brani ne escono compatti, la base orchestrale fa da collante alle sfuriate devastanti del combo, che non risparmia un bombardamento sonoro senza soluzione di continuità.
Siamo lontani anni luce da atmosfere futuriste, qui si respira il profumo di battaglie, tra assoli heavy, fughe ritmiche velocissime, strapazzate da fulminanti cambi di tempo e atmosfere cinematografiche che rendono l’ascolto una vera goduria per gli appassionati.
Dall’opener Flesh Of Gods la musica del combo viaggia spedita, i ritmi si mantengono tecnicissimi ma mai troppo cervellotici, resi ancora più appetibili dalle sinfonie orchestrali, epiche e guerresche.
Non ci si ferma un attimo e When The Moon Bled continua a martellare con la sezione ritmica (Dorian Logue al basso e Heikki Saari alle pelli) che forma una coppia di distruttori niente male, dove le asce sciorinano ritmiche e assoli non solo tecnici ma di grande impatto (Antti Lauri ed Ep MKN che si divide il microfono con l’orco Ari Nieminen ).
Grandiosa e devastante risulta Forbidden Light, mentre in Gates of Time solo le orchestrazioni sono protagoniste del brano, sorta di interludio atmosferico prima che la band ricominci la battaglia con gli ultimi due brani che portano alla conclusione dell’opera (Immaculate e Arrival Of Coloss).
Ottimo lavoro, a tratti esaltante, The Reign Of The 7th Sector è consigliato senza remore ai fan del death più tecnico, ma anche agli amanti del metal estremo sinfonico: abbinare tecnica e pathos in un sodalizio vincente non è da tutti …

Tracklist:
1.Flesh Of Gods
2.When The Moon Bled
3.Awakening
4.Blood Of The Week
5.Forbidden Light
6.Gates Of Time
7.Immaculate
8.Arrival Of Coloss

Line-up:
Ari Nieminen – Vocals
Ep MKN – Vocals/Guitars
Dorian Logue – Bass/Backing vocals
Heikki Saari – Drums
Antti Lauri – Guitars

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