Whispered – Shogunate Macabre

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Whispered – Shogunate Macabre

Sarò sincero, non conoscevo questi quattro samurai finlandesi che eppure sono attivi dal 2006 e hanno dalla loro un paio di demo, altrettanti singoli e, con questo album, tre full-lenght.

Perchè samurai? Beh,la loro proposta è un avvincente death metal melodico riconducibile ai bambini di Bodom e ai Dark Tranquillity era “The Gallery”, con un uso massiccio di strumenti e atmosfere della tradizione giapponese, devo dire, oltremodo riuscita.
Fin dalla copertina, raffigurante un samurai con l’inseparabile katana e la testa di un nemico tra le mani, è chairo da subito che qui non si parla di bellissime geishe o di squisito sushi, questo è il Giappone guerriero che entra in ballo, la tradizione militare e le storie che hanno trasformato in leggenda questi antichi cavalieri del sol levante.
Così, là dove la band di Alexi Laihio, specialmente nei primi bellissimi album (“Something Wild”, “Hatebreeder” e “Follow The Reaper”) incorporava nel loro sound,suoni di tastiera di estrazione power, i loro connazionali si avvalgono di suoni orientali per un risultato comunque originale.
Jikininki apre il lavoro, la band ci sa fare e il brano, zeppo di cambi di tempo e ritmiche velocissime, è una classica melodic death song ma, non appena si inseriscono gli strumenti etnici, prende il volo e lascia a bocca aperta.
La produzione è pulitissima e consente di avere un buon ascolto di tutte le parti in causa, le canzoni scorrono piacevolmente con momenti davvero esaltanti, pregni di aggressiva epicità (Hold The Sword, One Man’s Burden) o di sorprendente genialità come in Kappa, traccia tiratissima dove il growl si fa più profondo e mai ci si aspetterebbe uno stacco nel quale possa intervenire un sax per trenta secondi di atmosfere jazz.
Lady Of The Wind è un brano Dark Tranquillity-oriented più cadenzato e ragionato, sviluppato su di un bel riff e travolta da riusciti assoli della coppia d’asce Juoni Valjakka e Pyrypekka Ruponen ed epicissimi cori declamatori nel finale del pezzo, di matrice power metal.
Upon My Honor, ultimo brano, non fosse per il growl sarebbe un classico brano symphonic power, dall’inizio orchestrale che si trasforma in una cavalcata epica, dove tastiere e strumenti etnici all’unisono ci catapultano ai piedi del monte Fuji, per un duello all’ultimo sangue in stile Akira Kurosawa.
In definitiva, i Whispered si fanno apprezzare e, a modo loro, si rivelano anche piuttosto originali, e l’album risulta decisamente  ben costruito e di sicuro impatto, consigliatissimo a tutti gli amanti del death metal melodico.

Tracklist:
1.            Jikininki
2.            Hold the Sword
3.            Fallen Amaterasu
4.            One Man’s Burden
5.            Kappa
6.            Lady of the Wind
7.            Unrestrained
8.            Upon My Honor

Line-up:
Jouni Valjakka – Guitars, Vocals (lead), Choir of wounded samurais (6)
Pyrypekka “Pepe” Ruponen – Guitars, Vocals (backing), Choir of wounded samurais (6)
Mikko Mattila – Bass, Vocals (backing)
Jussi Kallava – Drums, Vocals (backing)

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