Wewe – Wolf

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Mi devono spiegare i torinese Wewe come si può registare un album tanto bello e intenso come questo “Wolf in the piano” per poi relegarlo in una copertina brutta come quella nella quale hanno deciso di contenerlo? Eh già perchè indubbiamente sono le canzoni che fanno grande un disco ma anche la veste grafica,sopratutto di primo acchitto,ha la sua importanza e in questo caso si potrebbe scambiare un’ottima raccolta come la vostra per uno dei tanti prodotti usa e getta di giovani e imberbi band di scompaginati dopo-lavoristi senza arte nè parte (Pappalardo docet).

Ma,visto che sto per tesserne le lodi,voi che vi accostate a “Wolf in the piano” riponete i vostri pregiudizi e passate all’ascolto vedrete,ne sono certo,che non resterete affatto delusi.
Si inizia con la cupa e ossesiva “Bomu” dal testo nonsense e dalle cadenze new-wave,seguono “Chisel” e “Cyrano’s nose” sulle quali aleggia lo spettro ingombrante dei Calexico (la prima viene riproposta nel proseguio dell’album in versione più elettrica e grintosa),proseguendo ci si imbatte nella splendida “Hush” che mi ha ricordato i da me tanto amati Thin white rope,il cerchio si chiude con l’altrettanto valida “Shout in silence” con un inizio alla Joy Division per poi reclinare verso atmosfere più acusticamente malinconiche.
Il tutto è sorretto dall’ispiratissima voce di Davide che,se riuscite ad immaginarlo,sembra una via di mezzo fra quella di Leonard Cohen e quella di Stan Ridgway.
Per fare proprio tutto ciò che ho sinore sperticatamente elogiato basta rivolgersi al contatto riportato qui sotto rammentando un concetto fondamentale:l’autoproduzione va supportata e questo tipo di dischi vanno acquistati,
scaricate pure i Rolling Stones o gli U2 ma non gli Wewe (e tutti quelli come loro).

Info e contatti
waww.lysrecords.com

Wewe - Wolf

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