Dal metal gotico e sinfonico dei Walk In Darkness, al dark ambient di Beyond Sensory Experience per finire con il meraviglioso viaggio spirituale di New Risen Throne.
WALK IN DARKNESS
“Gods don’t take calls” è il quinto disco dei Walk In Darkness, uno dei migliori gruppi di dark gothic symphonic metal in Italia e non solo. Il gruppo possiede un suono riconoscibile fin dalle prime battute del disco, una miscela ben calibrata e riuscita di metal melodico, sinfonico e con un grande senso di romanticismo e con un’ottima narrazione. La voce di Nicoletta Rosellini, unica del gruppo a mostrare il proprio volto, guida il gruppo attraverso linee melodiche calde e piene, potenti o delicate a seconda del contesto, con in alcuni episodi la voce in growl di Emiliano Pasquinelli ormai quasi un membro a farle da contrappunto.
Le composizioni e i testi sono opera del chitarrista Shaman, che come dice il suo nome è il creatore e medium fra le vari dimensioni del gruppo, l’ottima sezione ritmica è firmata Monk Key al basso e Arcanus alla batteria. Il gruppo funziona veramente bene, il suono è molto moderno, carico, dinamico e ci mostra una narrazione musicale stratificata e complessa. Il suono ci riporta al meglio del gotico e del sinfonico, per un metal che nasce e respira nella tradizione, ma che è completamente rivolto al futuro. Per chi ama il metal sinfonico, melodico e tecnico qui c’è tutto ciò in grandi dosi, il gruppo lavora molto seriamente e non lascia nulla al caso, ogni particolare è finemente cesellato e ricercato.
Il disco parla delle divinità che non guardano l’umanità soffrire sotto di loro, mentre noi soffriamo e cerchiamo di andare avanti. Su questo tema i Walk In Darkness costruiscono quello che è un disco ma che potrebbe benissimo essere un lavoro teatrale od un film, c’è profondità, solidità e una costruzione sempre credibile. Il gruppo merita molto, tanto quanto regala all’ascoltatore, essendo uno dei migliori gruppi in questo genere.
BEYOND SENSORY EXPERIENCE
il duo svedese Beyond Sensory Experience pubblica un nuovo disco per Cyclic Law intitolato “In this our life”. Attraverso voci in lontananza, spezzoni di dialoghi cinematografici o reali, musica a bassa frequenza con suoni ora compressi, ora dilatati, il suono del duo svedese è molto ben congegnato e con diversi punti di forza. La cifra stilistica e il punto di arrivo di questo processo sonoro è la genesi di qualcosa di differente dal comune nella testa dell’ascoltatore, una ricerca altra di una catarsi sonora che non si perda nella nebbia.
Ci sono molte cose dentro il suono dei Beyond Sensory Experience, che fanno qualcosa di molto simile al loro nome, dato che ci fanno andare oltre l’esperienza sensoriale comune, oltre quei confini che ci siamo costruiti. Se dobbiamo dare delle etichette sonore a questa meravigliosa musica, si spazia dal post rock alla musica cinematografica, dall’ambient al drone, dal pop mutante, al blues del terzo millennio, c’è tantissimo qui dentro.
Ci sono momenti che appartengono alla musica più malinconica, giri di chitarra come droni che si legano all’infinito con un discorso passato di una voce lontana che risuona ancora nell’etere. Ascoltare “In this our life” è fare un giro dentro la nostra vita e come essa si interseca con quella degli altri, in un rimando continuo, una solitudine in loop o semplicemente il suono delle nostre anime. Ecco, qui dentro è presente il suono della nostra fatica, delle nostre angosce quotidiane che fanno a gara con quelle ancestrali, in un rimando maledetto. Qui non troviamo salvezza, ma una pausa, un’ancora sonora dove poter sentire cosa succede veramente oltre la tremenda pochezza dei nostri sensi.
I Beyond Sensory Experience fanno quello in cui sono molto bravi, ovvero produrre undici tracce senza tempo né etichetta, undici capolavori che ci mostrano cosa siamo e cosa facciamo veramente, e non è un ascolto facile, ma è necessario e bellissimo nella sua tremenda veridicità come fosse un documentario reale di questa nostra vita, forse l’unica.
NEW RISEN THRONE
“The journey to reach the feathers” è il nuovo lavoro di New Risen Throne su Cyclic Law. New Risen Throne è uno dei nomi di spicco della dark ambient italiana ed europea, e da molti anni ci porta in giro per lande desolate, stanze sotterranee, pellegrinaggi per dei mutanti che non sono per niente misericordiosi, navicelle spaziali che incontrano umani adoranti. In questo nuovo lavoro si rinnova la magia che porta New Risen Throne ad essere così amato dai suoi ascoltatori, musica come atto catartico che fa nascere altro rispetto a quello a cui siamo abituati.
Dark ambient, drone, elettronica oscura, battito primitivo, rito purificatore, qui tutto ciò è presente, in un viaggio alla ricerca dei padri, di coloro che possono guidare lo spirito umano purificato dopo riti di passaggio attraverso le porte, e qui ci sono cinque porte per poi raggiungere il padre dove abita, nella finale “Where father dwell”. Per arrivare davanti al padre bisogna compiere un percorso difficile e doloroso, separare la nostra anima da ciò che non serve, scavare dentro il nostro ego disossato, eliminare il superfluo, farsi guidare dalle visioni, e lo scopo di New Risen Throne è proprio questo, guidarci a ritroso dopo la morte, in un viaggio per riscoprire le nostre vere origini, riportando tutto al suo posto, disconnettendoci dalla falsa narrazione alla quale siamo stati abituati fin da prima della nostra nascita.
Qui vi sono le vibrazioni che servono per compiere un lavoro di verità e di pulizia per il nostro spirito, una meditazione rituale che va oltre la musica e il suo significato più basso, elevandosi ad altro, ed elevandoci con lei. Il superare le porte di questo lavoro, porte dove con l’aiuto di alcuni ospiti come Black/Lava, Vrna, Sysselman e Phragments, l’autore ci mostra il viaggio più meraviglioso che la nostra anima possa fare, partendo dalla morte che diventa vera rinascita oltre la nascita, passando per le porte per arrivare al padre che ci porterà nel posto in cui siamo venuti, là dove nulla diviene ma tutto rimane, dove non c’è spiegazione ma assenza.
Questo lavoro di New Risen Throne è al livello se non meglio delle sue produzioni precedenti, per un’artista che colpisce sempre nel segno quando fa musica. Ascoltando il disco ci sono momenti di pura commozione, attimi nei quali ci si sente come se si tornasse finalmente a casa, superando i canti funebri diventando vero spirito. I suoni sono perfetti, tutto gira benissimo e si torna da dove si è venuti, mettendo in musica il mistero più grosso della natura umana, mistero che è difficile capire perché siamo consapevoli della nostra essenza solo quando altre forze lo decidono, e la nostra forma corporea è il più grosso fraintendimento che possa accaderci, perché siamo totalmente altro.
Con questo lavoro New Risen Throne ci riporta alla nostra vera dimensione e lo fa producendo un capolavoro assoluto della dark ambient e della musica rituale oscura.










