Tystnaden – Anima

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Tystnaden – Anima

Dopo quasi un decennio di attività, i friulani Tystnaden al terzo disco fanno centro con un lavoro che, con molta approssimazione, si potrebbe inserire nel calderone informe del gothic metal con voce femminile ma che, in realtà, si dimostra essenzialmente un pregevolissimo metal dai tratti moderni ed eclettici.

Partendo dall’assunto che, in fondo, non ci sono più molti spazi di manovra per proporre qualcosa di realmente innovativo, ciò che si chiede alle band che si cimentano in questo filone stilistico sono, in ordine sparso, un’ottima cantante, musicisti impeccabili e una raccolta di belle canzoni: i Tystnaden possiedono tutte queste caratteristiche, a partire da una vocalist dotata ma, soprattutto, sobria ed essenziale come Laura De Luca, la quale esibisce uno stile che rifugge gli insopportabili gorgheggi pseudo-operistici mettendo in mostra ciò che alla fine è quel che serve, ovvero una voce bella, versatile e al servizio del gran lavoro agli strumenti dei propri compagni d’avventura.
Rispetto al precedente disco, risalente a quattro anni fa, è probabile che i cambiamenti avvenuti nella line-up abbiano contribuito a sfrondare la proposta dei nostri di un growl oggettivamente ingombrante (da parte dell’allora tastierista), focalizzandola invece sulla voce femminile e limitando all’indispensabile gli interventi di quella maschile, spostando naturalmente il sound verso una connotazione più melodica.
Ogni brano, infatti, possiede passaggi che non si lasciano dimenticare facilmente ed è proprio la capacità di resistere alla prova di ascolti ripetuti, nonostante la sua immediatezza, che fa di Anima un disco riuscito con poco o nulla da invidiare a band ben più reclamizzate, italiane e non, operanti nello stesso segmento stilistico.
Lust introduce al meglio le caratteristiche del combo udinese, riff corposi alternati a grandi aperture melodiche, mentre la successiva Struggling In The Mirror, dai tratti marcatamente alternative, è il primo singolo estratto (con relativo video). Egonist è invece, a mio avviso, uno dei picchi dell’album, grazie al suo gusto maggiormente prog esaltato da uno splendido assolo di chitarra.
Da rimarcare anche la coinvolgente prestazione di Laura in Father Mother e l’azzeccata alternanza in War tra la sua voce e quella ruvida del tastierista Giancarlo Guarrera, autore nell’occasione anche di incisivi passaggi sinfonici.
The Journey chiude nel migliore di modi un disco che, al netto di qualche ridondanza di stampo orchestrale (l’incipit arabo-spagnoleggiante di Against Windmills non appare molto adeguato al contesto), è davvero una piacevole sorpresa e mostra un’altra realtà nostrana in grado di produrre un lavoro di indiscutibile qualità che potrebbe e dovrebbe ritagliarsi uno spazio importante nel panorama musicale nazionale (e non solo).

Tracklist :
1. Lust
2. Struggling at the Mirror
3. Egonist
4. Days and Lies
5. Against Windmills
6. Father Mother
7. Mindrama
8. War
9. The Life Before
10. Innerenemy
11. The Journey

Line-up :
Cesare Codispoti – Guitars
Laura De Luca – Vocals
Alberto Iezzi – Drums
Arthur Sahakjan – Bass
Marco Cardona – Guitars
Giancarlo Guarrera – Keyboards, Vocals

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