A due anni dallāesordio āCargo cultā tornano i pugliesi Turangalila, uno dei gruppi più particolari ed originali del panorama underground pesante italiano. Il loro suono ĆØ un misto di stoner, doom, post rock e un pizzico di emo sopratutto in alcuni passaggi dove la voce si fonde in maniera paradisiaca con la musica.
āLazarus taxaā ĆØ un disco che vive di vita propria, non ha molti riferimenti ĆØ un ispezione onirica dei nostri cervelli, che in questo caso vengono manomessi per farli funzionare meglio e capire più cose. Il suono che esce da questo disco ĆØ un flusso che non si arresta mai, un andare sempre oltre e in maniera mai ovvi.
I Turangalila sono in un certo senso un gruppo progressivo, nel significato più pieno del termine, e soprattutto senza confini, poichĆ© non si lascia ingabbiare dallāappartenenza ad un genere, e si lascia andare a sperimentare, mettendo in musica i loro reali sentimenti. La produzione di Marco Fischetti al Death Star Studio ĆØ molto adeguata al suono del gruppo e lo fa risaltare al meglio, dato che i particolari sonici sono molti e si colgono tutti. āLazarus taxaā ĆØ un disco che si capisce a pieno ascoltandolo molte volte, e ogni volta si aggiunge uno strato sonoro differente, come le pavimentazioni di epoche diverse, il risultato cambia ogni volta e si impone sempre lāamore per la ricerca sonora.
E la loro ricerca sonora si spinge talmente oltre da farli approdare in alcuni frangenti al math ed oltre, ma sempre con una loro impronta musicale tangibile ed ascoltabile.
Mare con onde che si abbattono su anfratti che nascondono altre meraviglie, questo disco ĆØ come fare unāimmersione in un altro mare, vedendo cose che non conoscevamo, o elementi che ci erano famigliari ma che non erano messi in questo ordine.
Un altra componente importante di questo lavoro ĆØ la grande dolcezza insita in queste note, un amore cosmico che pervade il tutto attraverso una dolce melanconia. Turangalila un gruppo diverso e con un suono oltre i generi e le convenzioni.










