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Recensione : Thysia – Islands in cosmic darkness – Chaos Records 2023

La produzione li fa rendere meglio mettendo in risalto le caratteristiche sonore di un gruppo formato da musicisti che sanno benissimo cosa vogliono fare e che nonostante qualche stop imposto dalla pandemia sono riusciti a creare un qualcosa di unico.

Thysia – Islands in cosmic darkness – Chaos Records 2023

Capolavoro black metal per questo esordio dal titolo “Islands in cosmic darkness” per i Thysia gruppo formato da musicisti come Nefasto (Giorgio Trombino, già in Assumption, Bottomless, Haemophagus e altri, a voce e chitarra), Mistyr (Rocco Toaldo, già in Messa, Nox Interitus, alla batteria) e Nihil (Marco Tosin, già in Nox Interitus, al basso). Nel 2021 Fenrir (Marijan Dujman, già in Nox Interitus) entra in pianta stabile alla voce. Thysia in greco antico significa sacrificio rituale e qui calza alla perfezione, perché tutto questo disco è un sacrifico rituale a divinità pagane.

Musicalmente il gruppo veneto fa un black metal d’assalto molto vecchia scuola e debitore all’ottima scena mediterranea e più nello specifico greca con gruppi come Varathron e i Rotting Chirist, ovvero un black metal assai differente da quello scandinavo, in questo caso più profondo e maggiormente stratificato musicalmente. I Thysia riescono nella non facile impresa di fare un disco eccezionale come black metal con diverse influenze mai scontato e sempre veemente e putrido.

La produzione li fa rendere meglio mettendo in risalto le caratteristiche sonore di un gruppo formato da musicisti che sanno benissimo cosa vogliono fare e che nonostante qualche stop imposto dalla pandemia sono riusciti a creare un qualcosa di unico.

Ci sono molti gruppi black metal in Italia, con peculiarità diversissime fra loro, ma i Thyisa spiccano su tutti per maturità e completezza del suono, basti ascoltare “Phrenes” dove mettono in mostra tutte le loro capacità per toccare con mano la diversità di questo gruppo, la potenza mista a melodia e alla capacità di creare un suono unico in un genere dove non è per nulla facile farlo.

Da tempo non si ascoltava un disco di black metal dal suono così bene definito e debitore di una scena che non sia strettamente quella scandinava. Mitologia greca, cosmi bui ed universi morti che mangiano quelli vivi, questo ed altro nei testi che sono un ulteriore chicca. Nei loro pezzi possiamo anche trovare delle melodie molto valide, e degli stacchi di tempo e di ritmo mai fatti a caso o solo per sviare l’ascoltatore in caso di mancanza di buone idee sonore.

Un debutto che non pare affatto un debutto, un disco completo e che fa godere tantissimo.

 

Thysia – Islands in cosmic darkness

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