iye-logo-light-1-250x250
Webzine dal 1999
Cerca
Close this search box.

Recensione : Throes – Dissassoctation

I Throes propongono una mezz'ora abbondante di furia controllata basata su un black-death dalle chiare connotazioni industrial.

Throes – Dissassoctation

Dissassoctation è l’album esordio per i Throes, i quali propongono una mezz’ora abbondante di furia controllata basata su un black-death dalle chiare connotazioni industrial.

I cinque brani proposti dal duo inglese sono per lo più caratterizzate dai riff squadrati tipici di chi sul suolo britannico ha costruito una bella fetta di storia del metal moderno, e stiamo parlando dei Godflesh di Justin Broadrick ma, ovviamente, i Throes coniugano tutto ciò con un’indole più estrema con le ruvide vocals di D.G. (Daniel Gillett) a sovrastare efficacemente il tutto, senza però disdegnare l’approdo ad efficaci sprazzi melodici (la chitarra solista in Exponent), mortiferi rallentamenti ai limiti del doom (Hellion) e una tensione emotiva sempre sul punto di deflagrare (la magnifica Caveat),
Proprio questa sua relativa versatilità, che rende meno monolitico il sound, si rivela il valore aggiunto per un lavoro breve ma davvero intenso e convincente su tutta la linea; da segnalare anche il riscorso a diversi ospiti (Myk Barber dei Prostitute Disfigurement, Demonstealer dei Demonic Resurrection e Kenji Kuroda dei Zothique) a completare un quadro sonoro che ad ogni ascolto svela una ricchezza di particolari insospettabile dopo i primi approcci.
A mio parere, quei musicisti che tengono in piedi contemporaneamente molteplici progetti sono degni della massima stima ma rischiano anche di disperdere eccessivamente le loro energie compositive; però, alla luce della resa di questo lavoro, si può tranquillamente affermare che questo non è certo di il caso dell’iperattivo A.C. (Anil Carrier) che, almeno per quanto concerne i Throes, mette sul piatto una prova davvero eccellente e foriera di ulteriori interessanti sviluppi.

Tracklist:
1.Sleepwalker
2.Exponent
3.Hellion
4.Necroanalysis
5.Caveat

Line-up:
A.C. – Guitars, Bass, Drums
D.G. – Vocals

THROES – Facebook

Get The Latest Updates

Subscribe To Our Weekly Newsletter

No spam, notifications only about new products, updates.
No Comments

Post A Comment

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

POTREBBE INTERESSARTI ANCHE

Silent Vigil – Hope and Despair

Se in passato il sound traeva principalmente linfa dall’insegnamento dei Daylight Dies, tutto sommato Hope and Despair è un album che si muove in continuità con quello stile, che qui viene ulteriormente ribadito dando alla fine l’auspicato seguito, sia pure con il nuovo moniker Silent Vigil, alla brusca archiviazione degli Woccon avvenuta dieci anni fa.

Celestial Season – Mysterium III

La terza parte di Mysterium si muove stilisticamente in continuità rispetto a quanto fatto nella prima metà degli anni novanta ma senza che questo assuma un sentore di stantio, con l’adesione genuina a quegli storici stilemi che diviene il punto di forza nell’operato dei Celestial Season di questo decennio.

Ruststained – Years in Vain

L’operato dei Ruststained non appare affatto didascalico anche perché traspare ad ogni nota una genuinità e una passione che sono lontani anni luce da ogni forma di plastificazione musicale.