The Windmill Shop – Wave

The Windmill Shop

The Windmill Shop – Wave

The Windmill ShopLo abbiamo fatto, o almeno tutti noi musicofili. Abbiamo compilato cassette, cd, chiavette agli amici, agli ignari che al massimo ascoltavano gli U2 o Bruce Springsteen (oggi i Green Day o i Coldplay) e sopratutto a donzelle che avevamo in animo di concupire (nel mio caso con scarsi risultati).

Ovviamente io non potevo prescindere dai miei capisaldi Joy Division, Xtc, Clash, Ramones, Stooges, MC5 ma – questo faceva e fa la differenza – inserendovi sempre qualche chicca tipo Take my Time degli Out of Time o Rose Lynn degli Strange Flowers.

Da oggi ho un nuovo pezzo di culto da mettere nelle mie miste ed è tratto da questo album, si intitola Can of Bees e, appena lo ascolterete, capirete subito il perché. Ma non voglio ridurre a questa, sia pur mirabile, canzone la mia disanima su questo disco che odora di fragranze (power) pop come di Teardop Explodes, degli album che sfornava un tempo la Creation e di tante altre cose che scoprirete ascoltandolo. Si parte con Drunk Octopus un pezzo molto british che potrebbe ricordare i La’s, poi via via ci si imbatte in Madly Weekly Planner che gioca sulla sottile malinconia dei grandissimi Smithereens del compianto Pat DiNizio, Sydney nel quale sembra di sentire i Dream Syndicate se fossero nati nel Surrey anziché in California e Wave che sarebbe il pezzo top dell’album se non ce ne fosse già uno insuperabile in scaletta.

Il tutto si conclude con Shake the Brain il brano forse più spedito del lotto nel quale il primo Costello suona accompagnato dagli House of Love con la grinta – tenue – dei Db’s. Otto canzoni, nessun riempitivo, ottima tecnica degli strumentisti e la voce di Massimo mai così ispirata fanno di Wave uno degli album più belli che abbia ascoltato in questo primo scorcio del 2020 e, chi mi conosce, sa che pecco di un sacco di cose ma non di piaggeria.

Teniamocelo stretto un gruppo come i Windmill Shop perché band in grado di suonare con la loro classe, freschezza e spontaneità in Italia ce ne sono davvero poche, parola de Il Santo.

Track List
1) Drunk Octopus,
2) Floating Away,
3) Can of Bees,
4) Madly Weekly Planner,
5) Zebra,
6) Sydney,
7) Wave,
8) Shake the Brain

Etichetta Label
Elegant Frog Records

Share:

Facebook
Twitter
Pinterest
LinkedIn
Get The Latest Updates

Subscribe To Our Weekly Newsletter

No spam, notifications only about new products, updates.
No Comments

Post A Comment

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

On Key

Related Posts

Memoriam – Rise to power

Atteso ritorno dei Memoriam, il gruppo death metal fondato dal cantante Karl Willetts ex dei Bolt Thrower  da Frank Healy bassista dei Benediction ed ex chitarrista dei Napalm Death, insomma la crema del death metal, coadiuvati molto bene da Scott Fairfax alle chitarre e Spike T. Smith alla batteria.

Cosa resta del duemilaventidue

  Un altro anno se n’è andato, portandosi dietro le scorie di dodici mesi costantemente vissuti al di sotto delle nostre possibilità, castrati da un contesto sociale che non riusciamo a modificare in alcun modo. I sogni anche per questa volta sono rimasti tali, immutati

Tropical Fuck Storm - Submersive Behaviour_cover

Tropical Fuck Storm – Submersive Behaviour

È qui e richiede attenzione, perché i Tropical Fuck Storm hanno dimostrato più volte di saper far bene, di saper maneggiare il rock (alternativo, indie, noise, quello che volete) meglio di tanti altri – ma direi di quasi tutti.

Luca Ottonelli

Luca Ottonelli. E’ nato a Genova nel 1969 e ho completato i primi studi artistici avendo come maestro di Figura G. Fasce.