iye-logo-light-1-250x250
Webzine dal 1999

Recensione : The Cyon Project – Tales Of Pain

"Tales Of Pain" ci consegna una band di indubbio valore che, senza timori, rilegge i suoni rock piรน in voga in questi anni con buone idee ed indubbio talento.

The Cyon Project  -  Tales Of Pain - Recensioni Metal

Esordio tramite Pavement per The Cyon Project, band di Torino autrice di un debutto sulla lunga distanza molto originale nel suo accomunare suoni heavy stoner e ritmiche che, a tratti, sfiorano il nu metal, inserendo parti da colonna sonora (Quentin Tarantino) e melodie che si rifanno indubbiamente al prog.

Tales Of Pain vive di questi contrasti, con il vocione di Marco Priotti a deflagrare con una prova tutta grinta, vicina ai toni hetfieldiani o, se preferite, a buona parte dei vocalist post grunge, unico elemento che puรฒ ricordare un minimo il genere.
Per il resto, il lavoro รจ un’autentica sorpresa giร  dalla prima canzone (Joe), sorta di spiazzante intro tra Morricone, Tarantino e southern rock, e chi si aspettava una partenza tutta grinta e groove deve attendere poco piรน di tre minuti prima che Cheesy Song esploda, bissata dal singolo Mr.Creosote.
Ritmiche grasse e cariche di groove lasciano spazio o amoreggiano con ottime melodie sinfoniche, marchio di fabbrica della band, ed il tutto รจ perfettamente in armonia tanto che i due brani a metร  del disco (Phantom Limb e Isaac Foretold It), i piรน orchestrali del lotto, risultano i migliori di questo album.
In Raise Your Head, affiorano, insieme all’elemento sinfonico, spunti progressivi che creano un’ottima variante al giร  molto originale songwriting del disco, fornendo un tocco di eleganza ai brani e convincendo l’ascoltatore dโ€™essere di fronte ad un combo fuori dagli schemi.
John Rider, parte con un giro di basso slappato alla Primus, per poi viaggiare su strade tra nu metal ed energico stoner, e Tales Of Pain si chiude cosรฌ con il brano piรน ordinario del lotto, anche se dal tiro micidiale.
Altro disco da ascoltare e riascoltare, questโ€™album ci consegna una band di indubbio valore che, senza timori, rilegge i suoni rock piรน in voga in questi anni con buone idee ed indubbio talento.

Tracklist:
1. Joe
2. Cheesy Song
3. Mr. Creosote
4. Riot
5. Rulemaker
6. Phantom Limb
7. Isaac Foretold It
8. Average People
9. Raise Your Head
10. Sandglass
11. John Ryder
12. Englewood’s Hotel

Line-up:
Mad Mike – Bass
Nicola Palma – Drums
Fabio Cyon – Guitars
Marco Priotti – Vocals

THE CYON PROJECT – Facebook

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarร  pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

COMPRA LE NOSTRE MAGLIETTE

shirt shop

Per supportare la tua fanzine preferita !

CANALE TELEGRAM

RIMANI IN CONTATTO

GRUPPO WHATSUP

POTREBBE INTERESSARTI ANCHE

Hardline - Life - rock

Hardline – Life

La cover di Who Wants To Live Forever dei Queen come perla incastonata tra la dozzina di tracce che compongono l’album, valorizza, se ce ne fosse bisogno il gran lavoro degli Hardline a conferma dell’ottimo stato di forma dell’hard rock melodico.

Carnal Tomb - Abhorrent Veneration - death

Carnal Tomb – Abhorrent Veneration

I Carnal Tomb danno un seguito all’altezza del buon esordio di tre anni fa e come allora noi di Metaleyes ve ne consigliamo l’ascolto, sempre che i vostri gusti in fatto di death metal siano rivolti alla frangia tradizionale del genere.

First Signal - Line Of Fire - rock

First Signal – Line Of Fire

Line Of Fire รจ una raccolta di canzoni dove rocciose parti hard rock, si alleano con linee melodiche di rara bellezza, raffinate ed eleganti, sapientemente ruvide ma, allo stesso tempo ruffiane tanto basta per spaccare cuori tra i rockers dai gusti melodici.

Deepshade - Soul Divider - rock

Deepshade – Soul Divider

I Deepshade esibiscono un sound personale, riescono nella non facile impresa di risultare a loro modo originali, pur lasciando che all’ascolto dell’album le loro ispirazioni facciano capolino dalle pareti del tunnel dai mille colori in cui si entra appena si preme il tasto play.