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Recensione : The Brightest Room – Omonimo

Nel caso dei Brightest Room, dei quali ho avuto la fortuna di seguire la crescita artistica, si può, con cognizione di causa, parlare di questo nuovo lavoro come quello della completa maturità.

The Brightest Room

The Brightest Room – Omonimo

Non sempre quando si definisce un gruppo “maturo” si vuole usare un’espressione vuota, o retorica, o ancor peggio svilente.

Nel caso dei Brightest Room, dei quali ho avuto la fortuna di seguire la crescita artistica, si può, con cognizione di causa, parlare di questo nuovo lavoro come quello della completa maturità. I nostri non sono certamente dei novellini e nei dieci pezzi di  Brightest Room dimostrano di aver ascoltato tanta musica e di averla assimilata e fatta propria nel migliore dei modi.

Tra i brani proposti, tutti di ottimo livello, spiccano in modo particolare il pop british e “saltellante” (come il miglior brit pop) di Numbers, l’accelerazione alla Pixies di Sidewalk, Unlimited che inizia con ritmi viziosi per poi aprirsi in un’esplosione di colori e il quotato numero power pop di Everyday. Volendo scegliere il pezzo forte della scaletta, opto per Testcards: un’ affascinante fusione tra i primi R.E.M. ed i Jesus and the Mary Chain meno noise. Il cantato, sempre in bilico fra il malinconico ed il (moderatamente) scazzato, aggiunge un tocco in più a canzoni che già di loro risultano costruite con ottima vena compositiva.

Un disco insomma di respiro internazionale che, per una volta di più, pone il nostro paese come punto fermo sulle rotte della musica che ascoltiamo ed amiamo.

The Brightest Room

Recensione – The Brightest – Room

Recensione: The Brightest Room – Exit

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