Temple of Abandonment – From Outer Spheres… Death

Nulla si sa della band, che potrebbe anche essere il progetto di un singolo musicista, se non la sua provenienza, ma la musica contenuta in questo demo ci comunica che chi ne è autore riesce a trasmettere con efficacia una sua personale ed atroce visione dell’esistenza e, per ora, tanto basta.

Temple of Abandonment - From Outer Spheres... Death 1 - fanzine

Il funeral doom proveniente dal Canada di norma lascia ben poco spazio a tentazioni melodiche o atmosferiche, e le opere di Krief de Soli e Longing for Dawn ne sono un’eloquente dimostrazione.

A questa linea non si sottraggono i Temple of Abandonment, da Vancouver, i quali si manifestano con questo demo intitolato From Outer Spheres… Death, contenente un singolo brano omonimo che si snoda per un’impietosa mezz’ora abbondante, attingendo abbastanza da una band come gli Worship, per il ricorso ad un sound basato su un riffing essenziale e pachidemico ma di grande efficacia e del tutto scevro, come detto, di tentazioni atmosferiche; l’unica concessione melodica viene offerta da una chitarra solista, magari un po’ scolastica nell’esecuzione, ma ugualmente capace di fornire all’insieme quell’aura dolente che si va ad incrociare con la negatività offerta da vocals e riff.
Nulla si sa della band, che potrebbe anche essere il progetto di un singolo musicista, se non la sua provenienza, ma la musica contenuta in questo demo ci comunica che chi ne è autore riesce a trasmettere con efficacia una sua personale ed atroce visione dell’esistenza e, per ora, tanto basta.

Tracklist:
1. From Outer Spheres… Death

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Autore: Stefano Cavanna

Cresciuto per motivi anagrafici a pane e prog, a differenza di molti miei coetanei non passo il tempo a piagnucolare sostenendo "cosa vuoi sentire ora, quello che viene pubblicato ai giorni nostri è tutta spazzatura" ... Invecchiando ho allargato invece i miei orizzonti musicali e oggi sono essenzialmente un appassionato patologico di funeral/death doom, oltre che ascoltatore compulsivo di metal in ogni sua svariata forma, senza per questo disconoscere (ci mancherebbe altro) tutta la grande musica prodotta negli anni '70.

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