Svadilfare – Krig I Kunst 1 - fanzine

Svadilfare – Krig I Kunst

Terzo album per la one man band norvegese Svadilfare, con questo Krig I Kunst.

Il progetto di Idsint, musicista di Bergen, è di genesi relativamente recente e, come è facile intuire, è dedito ad un black metal dai tratti piuttosto atmosferici pur restando nei canoni stilistici tradizionali.

Brani avvolgenti, per lo più impostati su tempi medi e con la consueta produzione ruvida, si snodano in maniera piuttosto soddisfacente anche se, in tutta onestà, ormai abbiamo perso il conto dei dischi di questo tenore che continuano ad essere pubblicati.
In fondo, la forza e la debolezza dell’operato dei Svadilfare sta tutta qui: Krig I Kunst è opera piacevole e ben eseguita da un musicista competente e sicuramente addentro al genere in modo sincero, ma mancano quei sussulti capaci di farlo emergere tra la massa.
Non aiuta peraltro una lunghezza eccessiva (70 minuti circa) per gli standard del genere, tanto più che il meglio arriva proprio alla fine con Soga e le sue malinconiche e melodiche linee chitarristiche, e con Despair, Depression and Contempt, caratterizzata da un’aura depressive che si stempera in una chiusura ambient.
Un album che sarà sicuramente apprezzato dagli estimatori del black più puro ma la sua ortodossia stilistica, come detto, alla lunga rischia di rivelarsi una zavorra eccessiva.

Tracklist:
1. Fordoemt av den svake normal
2. Naar det indre svartner
3. Evig motstand i eit dyrerike
4. Alt vinden stryker
5. Foedt i feil tid
6. Total hjernevask
7. All Religion Must Die
8. Den er slaktet, men ei foraktet
9. Liket i Svartediket
10. Soga
11. Despair, Depression and Contempt

Line-up:
Ildsint Svartmunin – All instruments, Vocals

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Stefano Cavanna
stefano@iyezine.com

Cresciuto per motivi anagrafici a pane e prog, a differenza di molti miei coetanei non passo il tempo a piagnucolare sostenendo "cosa vuoi sentire ora, quello che viene pubblicato ai giorni nostri è tutta spazzatura" ... Invecchiando ho allargato invece i miei orizzonti musicali e oggi sono essenzialmente un appassionato patologico di funeral/death doom, oltre che ascoltatore compulsivo di metal in ogni sua svariata forma, senza per questo disconoscere (ci mancherebbe altro) tutta la grande musica prodotta negli anni '70.