STRi-Canyon

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Ho sempre guardato con simpatia ai macro contenitori musicali come SoundCloud o Band Camp, la cui democrazia permette di porre sullo stesso piano chiunque voglia mettersi in gioco, con il contro però di dover selezionare molto prima di trovare qualcosa di buono.

Lascia sempre un senso di soddisfazione dunque scovare una perla in mezzo a quel mare magnum di più o meno riusciti tentativi musicali.

Proprio quello che è successo con “Canyon” degli STRi, duo delle parti di Pesaro, composto da Alberto Canestrari (voce e chitarra) e Nicola Battistelli (elettronica ed effetti), inseritisi nello scenario elettronico nazionale con un LP autoprodotto, preceduto dall’EP “Summerize” dello scorso anno, che facilmente susciterà parecchio entusiasmo. Otto tracce, di cui un remix al conterraneo e collega Death In Plains, per una mezz’ora abbondante di ascolto in totale.

Complice anche la scaletta limitata all’essenziale, le tracce scorrono omogeneamente in un tutt’uno ottimamente gestito, giocato sull’alternanza tra chitarra (che raggiunge picchi di magnetismo in “Coeur Cache” e sopratutto in “Conifere”) ed effetti elettronici vari (tantissime le campionature di voci e suoni), il tutto tenuto insieme da sottofondi che, ora accelerando, ora rallentando, distinguono le atmosfere più concitate da quelle più eteree, saltando spesso ed efficacemente da un estremo all’altro.

Si passa dunque dalla tranquilla doppietta “Caldo” e “Ranma” – la prima forse il brano più analogico e cantato del lotto, dal vago sentore primi-Radiohead, la seconda buttandosi a capofitto su dreamy atmosfere chill wave a base di vocalizzi – a quella finale composta da “Wimbo” e “Canyon”, entrambe dal forte retrogusto tribale, raggiunto simulando tutto un repertorio di strumenti rudimentali e inserendo campionature di quelle che potrebbero essere invocazioni rituali di una tribù africana o nativa americana. Il vertice della scaletta lo si raggiunge però con “Summerize”, unico ‘singolo in senso stretto’ del disco, già presente nell’omonimo EP, ma in un versione decisamente migliorata e più bilanciata, senza perdere comunque quella grinta di fondo che lo rende irresistibile.

In “Canyon” si trova quello che è forse il pregio più piacevole in un disco: delle ottime idee di base. Pregio che fa passare in secondo piano tutto il resto e che ha permesso ad un duo, privo del supporto di un’etichetta o di mezzi materiali straordinari, di confezionare un LP eccezionale, che dà del filo da torcere alle realtà nazionali già esistenti e che potrebbe affrontare, senza particolare soggezione, le terre straniere.

1. Coeur Cache
2. LL (STRi rmx)
3. Summerize
4. Conifere
5. Caldo
6. Ranma
7. Wimbo
8. Canyon

Voto: 8

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