Stella Maris Music Conspiracy – Operation Mindfuck!

Stella Maris Music Conspiracy – Operation Mindfuck!

Premessa: quando al mio domicilio arriva una busta con un cd da recensire mi succede esattamente quello che mi accadeva quando ero adolescente,e le fanzine erano cartacee; provo un senso di grande curiosità mista ad eccitazione e, visto che ho già svoltato la boa delle quaranta primavere, trovo questa sensazione ogni volta molto confortante.

Se poi sulla busta il nome del mittente è quello di Area Pirata Records potrete facilmente intuire come i sentimenti sopracitati siano ancor più amplificati.
L’oggetto di questa spedizione è il cd di una band della quale,sinceramente,ignoravo l’esistenza:gli Stella Maris Music Conspiracy.
Non avendo la possibilità di ascoltare immediatamente l’album, e non volendo leggere le note d’accompagnamento per timore che ciò possa in qualche modo influenzare il mio giudizio, mi sono chiesto chi potesse nascondersi dietro questa ragione sociale wertmulleriana; forse la risposta italiana ai mai dimenticati International Noise Conspiracy?
Arrivato a casa posiziono il supporto nel lettore e mi bastano pochi minuti d’ascolto per giungere ad una prima conclusione: il gruppo in questione propone un suono brillantissimo e ricco di idee,certamente ancorato al passato ma nonostante questo assolutamente vitale.
Vi segnalo quindi subitaneamente i pezzi che più mi hanno colpito: Primitive e Don’t tell me why hanno la potenza,la fantasia e il tiro che fece grandi i Dead Kennedys, Chain of command e Lobotomy vivono su di un incedere malato che non può non ricordare gli Stooges più cerebrali, Crossroad è in intenso miscuglio di punk e roots che ha come padrini nobilissimi gli X e i Social Distortion mentre Here come the boo mi ha rimembrato una band da me amatissimo ma purtroppo sconosciuto ai più come gli Slickee Boys.
Un discorso a parte lo merita anche This forbidden law che, grazie ad un sax incendiario e disturbante, suona un po’ come quel gruppo di Detroit di cui non ricordo il nome;ma si quelli in cui cantava Iggy Pop, quelli tossici e geniali; macché il nome proprio non mi sovviene.
Finalmente posso consultare le righe di presentazione dell’etichetta e cosa scopro?
Scopro che dietro a questo progetto ci sono dei vecchi marpioni della scena hard-core, e non solo, toscana, una scena rinomata assai che solo pochi e miseri reietti possono non conoscere.
Aggiungo una nota di merito per la copertina, ed il suo retro stile Sgt.Pepper’s, e per il libretto interno perché se ad un buon album si aggiunge una bella confezione il prodotto assume un valore ancora maggiore.
Da oggi la mia vecchia toppa del Granducato Hardcore ha ripreso molto del suo vigore, sempre che ne avesse mai perduto da quel lontano giorno nella quale la acquistai…

Info e contatti: www.areapirata.com

Tracklist:
1 Mongoloid from outer space
2 Primitive
3 Don’t tell me why
4 Io non credo
5 Night walk
6 Chain of command
7 Ring of fire
8 Lobotomy
9 A fake life
10 Here comes the boo
11 This forbidden law
12 Io non credo (reprise)

Line-up:
Ilari – Voce
Angelo – Chitarra
Palmer Eldritch – Batteria
Alex Gefferson – Chitarra
Padre Gianni Vissarionovich – Basso

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