iye-logo-light-1-250x250
Webzine dal 1999
Cerca
Close this search box.

Recensione : Starsick System – Daydreamin’

Questo è il rock'n'roll del nuovo millennio, che si nutre del meglio che la musica alternative ha regalato in questi anni

Starsick System – Daydreamin’

Una bomba rock’n’roll sta per esplodere sulle vostre teste, un concentrato di moderno hard rock stracolmo di melodie, un tuffo nell’immenso oceano del metal stradaiolo del nuovo millennio, irresistibile, esaltante e straordinariamente cool.
No non sono americani, ma italianissimi, vengono da Pordenone e spaccano come pochi.

Starsick System è il loro nome e l’arma letale che immettono sul mercato tramite Bakerteam si chiama Daydreamin’, debutto che ha dello stupefacente per intensità, qualità del songwriting e personalità.
Capitanata da Marco Sandron, alla voce e alla chitarrra ritmica (Pathosray, Eden’sCurse, Fairyland), la band nasce nel 2012 e viene completata dal compagno del singer nei Pathosray, Ivan Moni Bidin alle pelli, dalla bassista Valeria Battain e dal chitarrista David Donati.
I quattro rockers sfornano melodie dall’appeal elevatissimo che poggiano su ritmiche grasse, sempre in bilico tra hard rock e alternative metal, creando un muro sonoro potente ma irresistibile.
Questo è il rock’n’roll del nuovo millennio, che si nutre del meglio che la musica alternative ha regalato in questi anni e l’accompagna con un buon bicchiere di hard rock, come un Chianti d’annata, chorus e anthem da Sunset Boulevard si scontrano con refrain grondanti groove, per una raccolta di brani che mantiene un appeal altissimo fin dall’opener Start Again, seguita dall’indiavolata Spit It Out, con il primo dei ritornelli da cantare a squarciagola in sede live.
Believe, primo singolo con annesso video, gioca su questo notevole ibrido tra modernità e classicismo, con gli Starsick System che appaiono come dei Bon Jovi strafatti da dosi letali di Buckcherry e alternative metal, rompendo più di una barriera e consolidando il genere come baluardo del rock nel nuovo millennio.
Assoli sempre graffianti ma con un occhio alla melodia, una prestazione con i fiocchi del buon Sardon al microfono e la prova sopra le righe della sezione ritmica, fanno di questo lavoro un ascolto esaltante, in cui post grunge e street amoreggiano, si lasciano e si prendono, come amanti passionali ma litigiosi, con l’alternative metal a fare da terzo incomodo in un triangolo di sanguigno e passionale rock d’assalto.
Ancora Pull The Trigger, LetIt Go, e Last Goodbye confermano la vena della band veneta, che non ne vuol sapere di mollare di un centimetro e confeziona brani uno più bello dell’altro.
Album da ascoltare e riascoltare, e ora viene l’estate, quindi occhio ai live, perché ci sarà da divertirsi con gli Starsick System.

Tracklist:
01. Start Again
02. Spit It Out
03. Believe
04. Tomorrow
05. Interlude
06. Pull The Trigger
07. Don’t Fly Away
08. Let It Go
09. Last Goodbye
10. Strong
11. Back In Time
12. Daydreamin’

Line-up:
Marco Sandron – Vocals/ Rhythm Guitars
Valeria “Pizzy” Battain – Bass
David “Dave D.” Donati – Rhythm&Lead Guitars
Ivan Moni Bidin – Drums

STARSICK SYSTEM – Facebook

Get The Latest Updates

Subscribe To Our Weekly Newsletter

No spam, notifications only about new products, updates.
No Comments

Post A Comment

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

POTREBBE INTERESSARTI ANCHE

Kensington – Control

La band capitanata da Casper Starreveld ha creato un album che ha il destino già scritto prima di arrivare all’orecchio dei fans, una raccolta di canzoni pregna di atmosfere melanconicamente melodiche, con più di un riferimento al rock alternativo degli ultimi vent’anni, molto britannico concettualmente, ma assolutamente già sentito sui canali e radio specializzate in musica e cultura indie.

The Pier – The Pier

Per gli amanti del genere un album da ascoltare a più riprese, ed una band da seguire visto l’enorme potenziale artistico.

Somnium Nox – Apocrypha

Con coraggio e personalità i due musicisti australiani incorporano in un’unica opera quella che è stata l’evoluzione del genere dagli ormai lontani primi anni novanta