iye-logo-light-1-250x250
Webzine dal 1999
Cerca
Close this search box.

Recensione : Sorrowful – In The Rainfall

Un disco rivolto soprattutto a chi apprezza maggiormente le partiture dolenti del doom quando sono sommerse da gragnuole di colpi inferti dalla furia del death.

Sorrowful – In The Rainfall

Esordio all’insegna di un death doom molto tradizionale per questa band di stanza a Göteborg, della quale attraverso i canali ufficiali non è che si sappia molto dei musicisti coinvolti.

Bisogna, quindi, attingere alla sempre utile Encyclopaedia Metallum per scoprire che i Sorrowful sono un duo messicano trasferitosi da tempo in Scandinavia composto da I.Ishtar e Jorge Vergara, con il primo, soprattutto, già molto attivo nella scena nordeuropea (facendosi valere in particolare con gli ottimi Dødsfall).
Si diceva di un lavoro devoto ai suoni tradizionali in voga negli anni ’90, quando My Dying Bride ed Anathema, soprattutto, tracciarono le linee guida di un genere che nel corso degli anni, come sempre accade, avrebbe assunto diverse ulteriori ramificazioni.
Il sound dei Sorrowful è sicuramente efficace in quanto completamente spogliato di qualsiasi orpello gotico e decadente, e questo alla fine costituisce un pregio, per l’indubbia coerenza ad uno stile che oggi non si può certo definite alla moda, ma anche un difetto in quanto, basando il tutto su un impatto piuttosto brutale, In The Rainfall mantiene una linearità apprezzabile ma che non sfocia mai in momenti davvero memorabili.
Il disco è comunque valido, ma mi sentirei di consigliarlo più agli estimatori del death caliginoso e rallentato (in stile Asphyx, direi) che non a chi, all’inizio degli anni ’90, si è beato di pietre miliari quali “As The Flower Withers” e “Serenades”.
Un buon growl, sorretto da riff pesantissimi e da qualche raro ma riuscito passaggio in chiave solista, sono il trademark di questi tre quarti d’ora di buona musica estrema, che ripropone in maniera appropriata quanto onesta quei suoni che ogni tanto è bene che vengano rispolverati.
I nostri dimostrano, pur se con parsimonia, di avere nelle corde anche quelle aperture melodiche capaci di rendere memorizzabili tracce altrimenti monolitiche nel loro incedere: a tale proposito si rivela emblematica l’ottima The Machine Of Desolation e in parte anche la successiva The Flight of Mind, mentre Gray People si staglia sul resto della tracklist con i suoi ritmi mortiferi che riportano, volendo restare in un ambito attuale, ai Vallenfyre di Greg Mackintosh.
Da rimarcare anche l’opener The Last Journey e Oceans of Darkness, brani nei quali i Sorrowful riescono a trovare un buonissimo equlibrio tra le diverse componenti del loro sound.
In definitiva, un disco interessante, soprattutto per chi apprezza maggiormente le partiture dolenti del doom quando sono sommerse da gragnuole di colpi inferti dalla furia del death.

Tracklist:
1. The Last Journey
2. Nothingness
3. Gray People
4. Oceans of Darkness
5. Utopian Existence
6. Frozen Sun
7. The Machine of Desolation
8. The Flight of Mind
9. Eager of Death

Line-up:
I. Ishtar – Guitars, Drums
Jorge Vergara – Vocals, Bass

SORROWFUL – Facebook

Get The Latest Updates

Subscribe To Our Weekly Newsletter

No spam, notifications only about new products, updates.
No Comments

Post A Comment

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

POTREBBE INTERESSARTI ANCHE

Urza/Calliophis – Dawn of a Lifeless Age

Calliophis e Urza uniscono le loro forze proponendo lo split album Dawn of a Lifeless Age, molto interessante oltre che di durata corposa, con ciascun gruppo a proporre due brani inediti di durata superiore ai 10 minuti e, soprattutto, di ottimo livello qualitativo.

Orphean Passage – Apart

La bravura degli Orphean Passage risiede nel fare propria la lezione di chi ha codificato a suo tempo il death doom melodico per poi assemblarne i diversi stili, regalando un album come Apart struggente, melodico e, allo stesso tempo, fresco come si conviene a una band al primo passo discografico

Blazing Eternity – A Certain End of Everything

Un eccellente album come A Certain End of Everything può sorprendere solo chi non conosce i Blazing Eternity a causa del loro lungo silenzio discografico, perché sulle doti intrinseche di questa band non ci sono mai stati soverchi dubbi.

Forever Falling – The Determinism of Essence in Matter

The Determinism of Essence in Matter, nonostante i riferimenti filosofici del titolo siano suggestivi di una certa profondità concettuale, è un lavoro che penetra con un certo agio le difese dell’ascoltatore grazie a un approccio sincero, fluido e privo di artifici al funeral death doom da parte dei Forever Falling.