Siamo tempo

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Siamo tempo 3 - fanzinePuntate precedenti:
Puntata 1 – Uscita B42
Puntata 2 – Cosa Essere tu
Puntata 3 – Macondo
Puntata 4 – Siguiendo la luna
Puntata 5 – Terra di dove finisce la terra

Le mie prime feste di Natale con i pantaloncini corti me le faccio tutte d’un fiato a 40 anni suonati, passando da una grigliata all’altra, bevendo birra gelata in bicchieri gelati, parlando essenzialmente di calcio e politica. Sono questi gli argomenti scottanti per cui si finisce immediatamente ad aumentare il tasso alcolico e ad aggredire costine.

Tutto si confonde e sembra ben presto che si parli di politica come se si parlasse di calcio e di calcio come se si parlasse di politica che, a pensarci bene, non c’è neanche da stupirsi. Nella storia argentina questo legame ha messo radici nel mondiale del ’78, quando la dittatura militare ha confezionato una bella dose d’oppio per il popolo. Ma, a tavola, di questa storia non si parla. A tavola si parla ancora dei giochi di prestigio di Maradona all’Inghilterra, per cui si sconfina nell’idolatria e nel patriottismo.

Oggi, invece, l’antagonismo è tutto tra Macri, il presidente argentino, tra l’altro ex presidente del Boca, e la presidente che lo ha preceduto, Cristina Kirchner.

La contrapposizione è sfiancante, non si evita neanche a bocconi di empanadas, ma capisco che l’odio tra i sostenitori delle due fazioni tutto sommato non è dissimile dall’ipnosi d’odio che stiamo vivendo in Italia. Il tutto si sposa bene con un po’ di chimichurri, una salsina deliziosa, che mi dispensa dall’entrare in questa baruffa e di concentrarmi sull’asado.

Mentre addento un alfajor, le parole contro i poveri che non hanno voglia di far niente e che creano solo problemi mi fanno pensare a come si parlava in Italia dei meridionali e ora degli stranieri. E mi immagino che presto qualcuno salti fuori dispiaciuto per l’impossibilità di costruire un centro commerciale in una villa miseria… Ma… non accade… E posso finalmente gioire con un rabbocco di dulce de leche al mio palato entusiasta…. Facciamo un mate? Si, con molto piacere… La passione per il rito del mate celebra ogni volta la mia appartenenza….

Puoi parlare in castellano, conoscere e amare storia e cultura latinoamericana, saperne pure di calcio e di politica, essere persino simpatico e addirittura uno di famiglia, ma se bevi il mate fai parte di un insieme. Bevi dalla stessa cannuccia, diventi intimo all’interno di un codice, così si definisce chi è chi, così il tempo si dilata e ci si dispone alle chiacchiere….

E siamo ad un bivio esistenziale ora: o ci si dà alla memoria o alla danza… Con la pancia piena e una certa saudade di fine pranzo, propendiamo naturalmente per la memoria… Foto, storie di famiglia, una di quelle avventure disperate da pioggia battente e freddo insolente… Ma qui nel bonaerense il caldo non dà via di scampo, è Natale, e per comprare una LOL a Matteo mi sono giocato mezzo stipendio. Mi lascio inondare….

E lentamente intravedo dei collegamenti, dei passaggi segreti… Ci sono dei luoghi disabitati nella mente a cui difficilmente si riesce a dare un nome, una forma… unisci i puntini e ne esce fuori un dinosauro, o una mongolfiera, o una figura astratta che identifico come un complesso, come una matrice di abbandono… e mi accorgo che è una conseguenza, una storia di famiglia, l’eredità di un ramo del mio albero genealogico…

E mi risveglio in posti fuori fuoco, fuori tempo, fuori dalla realtà… Un’Isla Utopia che posso solo immaginare se non si disegnano le traiettorie dell’arrivo… Capisco che è questo il motivo per cui sono qui, con i miei figli, è il crocevia per non trasmettere l’assenza, la perdita, il dolore. La migrazione porta in sé delle ferite di guerra con la vita… E per ricucirle, bisogna saperle contemplare… Come in un perduto tango, amare…

In questo spazio siamo stati e siamo, ora, tempo…

Hay milonga de amor
hay temblor de gotán
Este tango es para vos
Argentina
Buenos Aires
El puerto de Santa María del Buen Ayre…

 

 

 

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