Sentenza Scuola Diaz

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Sentenza Scuola Diaz: Personalmente non mi sono indignato più di tanto per la sentenza del 1311, sui fatti del G8. Quattordici condannati e gl...

Personalmente non mi sono indignato più di tanto per la sentenza del 1311, sui fatti del G8. Quattordici condannati e gli altri appartenenti alle forze dell’ordine assolti. La giuria ha condannato soprattutto la base, poliziotti che hanno eseguito ordini, ma i mandanti ? Quelli niente. Come avevo precedentemente scritto su questo sito, i dirigenti di polizia e altre forze durante il G8 del 2001 sono stati tutti promossi o quasi. L’unico è stato Fournier (che si è preso 2 anni), graduato della polizia che aveva parlato di “macelleria messicana” riguardo l’irruzione alla scuola Diaz. Gli altri tutti promossi. Cosa se ne può ricavare da questo ? Una persona viene promossa quando svolge fino in fondo il suo compito, indi per cui queste persone hanno svolto molto bene il loro compito, secondo il governo. Se parlate con un esperto di ordine pubblico, vi dirà invece che la gestione dello stesso a Genova in quei giorni è stata disastrosa.

Le persone che hanno distrutto negozi, dato fuoco a macchine di cittadini qualunque, non sono state mai fermate, e pochi sono stati arrestati per quegli atti. Le cariche più dure le hanno invece subite i manifestanti pacifici, come quelli di Legambiente, o addirittura gli scouts.

La gestione del corteo dei cosiddetti “Disobbedienti” del venerdì è stata delirante, sia da parte dgli organizzatori dello stesso, sia da parte delle forze dell’ordine. Reparti scelti di carabinieri e polizia con radio che non funzionavano, direttive impartite nel caos, risultato : carabinieri fronteggiano il corteo, scontri durissimi che porteranno alla morte di Carlo Giuliani, morte peraltro mai ben chiarita, facile addossare tutto ad un povero diavolo come Placanica, quando dall’altra parte di Piazzale Alimonda vi erano carabinieri che avevano partecipato alle torture in Somalia durante la missione di “pace” italiana.

A mio avviso in Italia c’è un problema di ordine pubblico, che il G8 ha fatto esplodere in maniera pesante. Le forze dell’ordine non sanno gestire la piazza, ma soprattutto non sanno intervenire in maniera corretta. La mia generazione ha in gran parte cattivissimi rapporti con le forze dell’ordine. Vi potrei raccontare di amici picchiati in caserma, di cariche indiscriminate e di abusi di potere. Moltissimi tutori dell’ordine non sanno dialogare. In Inghilterra il poliziotto di quartiere, il “bobby”, ti parla quasi sempre con calma, ti spiega le sue motivazioni se possibile. A Cogoleto invece si fanno posti di blocco con il mitra spianato, per fermare pericolose vecchiette che guidano macchine adibite a strumenti criminali.

Durante il G8 a Genova c’è stato il processo culminante di una regressione delle forze dell’ordine ai tempi di Scelba, ovvero prima manganellate e poi se ne parla. E questo sia con destra che sinistra al potere, come si può vedere con il ministro agli interni del centrosinistra Bianco, che a Napoli diede carta bianca nella repressione delle manifestazioni contro un vertice del 2001. Anche in questa occasione caserme trasformate in stadi argentini e giù botte. E nessun condannato. Nel G8 precedente in Svezia, la polizia spara a un giovane, del quale peraltro non se ne seppe più nulla, puff…scomparso. Non tratto poi della reazione della polizia americana a Seattle, quelli sono proprio di un’altra categoria, ammazzano nella più totale impunità, dentro e fuori dagli States. In Italia appartenere alle forze dell’ordine ti garantisce una specie di strana impunità. Invece di essere totalmente al servizio dei cittadini, come molti fanno, alcuni personaggi usano la loro autorità per fare ciò che gli pare, e difficilmente vengono condannati.

Squadre dell’antidroga che spacciano, finanzieri che pagano la metà della loro spesa nei negozi, tanto il negoziante avrà pur qualcosa di irregolare da nascondere no? E se ti scappa la mano pesante non c’è problema, novanta su cento ti assolvono, se mai vieni denunciato, o ti si trasferisce in un posto più tranquillo. Infine, la cosa più brutta perchè veramente tutti i morti sono uguali, se muori in servizio vieni santificato. Magari muori perchè lo Stato ti manda a combattere pericolosi criminali armati di tutto punto e strafatti di cocaina, con macchine che non fanno più dei cento all’ora e con una pistola ridicola, in due contro dieci. Ma pochi poliziotti e carabinieri riescono ad ammettere che in tante zone d’Italia lo Stato ti lascia solo, senza mezzi a rappresentare lo stesso Stato. E le forze dell’ordine non dovrebbero aspettare le sentenze, ma con rigorose indagini interne, che ne mettano in risalto la serietà e la correttezza, attributi fondamentali per poter servire i cittadini. Le sentenze giuridiche passano, ma restano i fatti, gente massacrata, sistemi nervosi distrutti, ma soprattutto rimane il dubbio più brutto : che queste divise a volte possano essere più pericolose di tanti criminali.

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