rituals-learn get disgusted

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Se si dovesse descrivere ciò che vogliono proporre i Rituals basterebbe scrivere su un dazebao l’intro di questo album, la loro attitudine anti-salutista e incompromissoria risolverebbe immediatamente la questione. Ma dal momento che chi legge non ha il cd sotto mano, aggiungerò che i quattro della band sciorinano nei sette pezzi di questo album un ottimo e corposo punk-rock, sporco e abrasivo ma non privo di melodia. Ottimo esempio di un suono crudo prodotto con la giusta cura, ma non laccato e finto come purtroppo capita di sentire in molti altri casi. Un solo appunto si può muovere al gruppo, ed è quello di regalarci solo sette canzoni, una durata decisamnete troppo esigua per l’adrenalina che producono nell’ascoltatore questi scatenati punk rockers. Ascoltandoli, il mio pensiero è corso a molti miti del punk, ma il nome a cui mi pare più consono associarli è quello dei maestosi New bomb turks. Come avrete già agevolmente compreso, i Rituals incontrano la mia stima incondizionata, a tal punto che mi nè difficile indicarvi l’ascolto di un pezzo rispetto ad un altro; ma volendo ad ogni costo estrapolare dal contesto un brano, la mia scelta ricadrebbe sull’ anthem “I rock and roll alone”. Menzione d’obbligo anche per la commuovente dedica ad un eroe dei b-movies italiani, quale l’indimenticato e indimenticabile Mario Brega. Fate vostro questo album ad ogni costo: è infatti grazie a loschi come i Rituals se il punk-rock godrà di ottima salute per ancora molto tempo.

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