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Recensione : Riti Occulti – Riti Occulti

La ristampa della portoghese Nordavind ci dà la possibilità di gustare al meglio il primo capitolo di questo grande gruppo, di cui vi consiglio caldamente anche il secondo capitolo e quelli che verranno.

Riti Occulti – Riti Occulti - Recensioni Metal

Ristampa del debutto del 2012 dei Riti Occulti. Questi ultimi sono nati a Roma nell’estate 2011 da un’idea di Nicolò Tricarico e Ivano Mandola. Iniziando come duo basso-batteria si aggiungono strada facendo le cantanti Serena Mastracco ed Elisabetta Marchetti, che danno un gran valore aggiuntivo con il loro cantato

Il loro suono è un doom psichedelico fortemente rituale, con molti riferimenti agli anni settanta, con atmosfere dilatate ed una musica marcia e disturbante, affascinantissima.
Il gruppo è seriamente interessato all’occulto, poiché tanti gruppi odierni sono occultisti ma solo di facciata, e ciò lo si può evincere maggiormente dal secondo lavoro “Secta” incentrato totalmente sull’alchimia.
Questo loro debutto del 2012 ci fa cadere preda consenziente di un rito oscuro ed antico, dove la musica gira in tondo per far nascere qualcosa nell’ascoltatore. Non ci sono mode da seguire ma soltanto ascoltare un rito messo in musica che ci porta sul sentiero della mano sinistra, sia solo per conoscenza o per volontà.
Non a caso vi è un estratto da un’intervista a Charlie Manson nel terzo brano I’m Nobody che è molto illuminante su cosa siano i Riti Occulti, e chi vuole capire apprezzerà moltissimo.
Degne di nota anche le tastiere che risentono molto della lezione di Jacula, di Simonetti e di tutta quella tradizione italiana di musica horrorifica. Il nostro immaginario horro è qui ben rappresentato dai Riti Occulti, che stanno all’Italia come i Misfits stanno all’America, dove la Bibbia Satanica di Anton La Vey è un libro fondamentale, mentre qui vi sono antiche tradizioni che vivono nell’ombra, molto meno glamour e visibili.
In defintiva Riti Occulti è un viaggio in una dimensione nera che forse è già la nostra, un piacevole viaggio costellato di ragnatele e morte, con la musica di un grande gruppo fino ad ora passato abbastanza inosservato, ma che merita molto.
La ristampa della portoghese Nordavind ci da la possibilità di gustare al meglio il primo capitolo di questo grande gruppo, di cui vi consiglio caldamente anche il secondo capitolo e quelli che verranno.

Tracklist:
1. It’s All Grey
2. Revelation
3. I’m Nobody
4. Alcyone
5. Desert Of Soul
6. Bitter Awakening
7. Never A Joy

Line-up:
Serena Mastracco: Grida
Elisabetta Marchetti: Voce
Niccolò Tricarico: Basso
Ivano Mandola: Batteria
Giulio Valeri: Synth

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