Remo Bassini-Vicolo del precipizio

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Remo Bassini-Vicolo del precipizio

Eccomi qua alle prese con un’altra uscita di Perdisapop, dopo “undicesimo comandamento” qualcosa di un po’ meno ansiogeno ma sicuramente non meno sofferto. La prima domanda che mi viene leggendo Vicolo del precipizio è se sia meglio il ricordo oppure l’oblio.

Si perché questo è un libro sulla memoria; delle proprie origini, del distacco tra il luogo natio e i propri affetti e della donna che ci ha fatto soffrire e che anni dopo non si riesce ancora a perdonare. Tiziano di mestiere fa il ghostwriter cioè colui che legge la bozza di uno scritto, la modella e la rende commercialmente appetibile. E’ bravissimo e il suo capo lo considera molto, peccato che questo lavoro lo disgusti. Lui, toscano di Cortona ha lasciato tutto per andare a fare “lo scrittore” a Torino e per trovare nuovi stimoli e nuovi amori che lo faranno soffrire e che lo spingeranno a scrivere il suo secondo romanzo. Questa è un’urgenza principalmente con se stesso perché l’autore deve prima di tutto fare ordine nella sua testa e nel suo cuore e concentrarsi di notte davanti al pc è sicuramente meglio di una seduta dallo psicologo. La cosa più bella e anche struggente è la malinconia che traspare dalle pagine spesso espressa attraverso il dialetto toscano con quella tipica immediatezza che sa essere viva e colorita ma anche così cruda e secca da togliere il fiato. L’autore si mette a nudo e sembra voglia torturarsi andando a pescare i risvolti più bui e tetri della propria coscienza. Scavare dentro i ricordi è sicuramente utile e istruttivo ma può anche far male e spingerci a commettere errori di cui poi possiamo pentirci. Ci sono però momenti in cui si sente la necessità masochista di tormentarsi per cercare di ricordare le persone importanti e far si che rimangano dentro la nostra vita anche a costo di essere ingiusti. Il protagonista trova il coraggio per venire a capo di tutto questo e l’unico mezzo per riuscirci è la scrittura che è al tempo stesso un mezzo e il fine per sopravvivere ai propri dubbi e alle proprie ansie.

waww.gruppoperdisaeditore.it

http://remobassini.wordpress.com/

Remo Bassini.Vicolo del precipizio

Remo Bassini.Vicolo del precipizio. Gruppo Perdisapop editore. Ottobre 2011.

Giovanni Sciuto
giobattabis@hotmail.com

Nato all’ombra della lanterna il 9 luglio del 1977 è costretto ad emigrare in Padania ancora in fasce. Stabilitosi definitivamente sulle desolate sponde del Po matura già dalla tenera infanzia una certa insofferenza verso il grigiore, la nebbia e l’umidità dell’ambiente . Laureatosi in filosofia a Genova entra trionfalmente nel mondo del precariato svolgendo le più svariate professioni partendo dal telefonista, passando per il Mc Donald’s fino a spiccare il grande salto come cameriere nei matrimoni degli industrialotti padani. Sprofondato in questo humus per troppo tempo decide di mettere la testa a posto e di farsi una famiglia. Da dicembre del 2010 è il papà di Veronica che lo costringe a lunghe e indimenticabili veglie notturne generosamente condivise con la compagna Michela.Grande appassionato di cinema e di lettura ama visceralmente la commedia all’italiana e i suoi interpreti, su tutti Gassman, Tognazzi, Sordi e Manfredi. Successivamente s’imbatte in fortunate conoscenze quali Truffaut e Romher, Bunuel e Almodovar e per quanto riguarda il cinema anglosassone Kubrick, Scorsese, i fratelli Cohen, Woody Allen e Spike Lee. Legge voracemente autori più o meno moderni ed è sempre alla ricerca di nuovi titoli e nuovi scrittori. Tiene sempre al suo fianco vecchie glorie come Moravia, Buzzati oltre che Izzo, Murakami e John Fante solo per citarne alcuni.Spinto da un’insopprimibile e masochista inquietudine che lo costringe a seguire le alterne fortune del Genoa è un grande appassionato di corsa, recentemente decide d’intraprendere il cammino del vegetarianesimo.

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