REGGAESTA


E questa è la sua carriera sinfonica. Ma il nostro è un grande appassionato delle sonorità reggae e ska, e contribuisce a formare i “The Marciellos”, unica band italiana tributo agli Skatalites, e i The Groove Makers, sempre come contrabbassista in entrambi i casi. Nel 2010 comincia per gioco l’attività di produttore, remixando pezzi famosi in chiave reggae, e raggiunge presto un grande successo su Youtube, sul suo canale http://www.youtube.com/playlist?list=PL1392EF217F1506E5. Ciò che era un gioco diventa una professione. Nel 2012 esce in free downlaod il suo remix di “Bang Bang” di Nancy Sinatra, in due versioni: una con la voce di Raphael degli Eazy Skankers, e l’altra con Maz Wilander dei dialettali MakadaM Zena. Sono tutti molto belli i suoi remixes, ma specialmente quello di “Set Fire To The Rain” di Adele è visualizzato oltre 13 milioni di volte. Potere del reggae e del grandissimo gusto musicale di Federico. Remixa in maniera molto originale, con tutti gli elementi al posto giusto, da vero musicista classico.
Abbiamo fatto una chiacchierata con lui, molto interessante.

iyeCiao puoi raccontarci la tua carriera musicale ?

Ciao, innanzitutto vorrei ringraziarti per lo spazio che mi dai sul tuo magazine.
Mi sono avvicinato alla musica a 6 anni quando presi in mano per la prima volta il mio primo violino. Non ero un grande studioso da bambino, l’innamoramento per la musica classica è cominciato in età avanzata quando passai dal violino alla viola.
Studiavo al Conservatorio di Genova e avevano aperto da non molto la classe di Jazz, era il 2004 o il 2005… non ricordo di preciso … C’era la possibilità anche per chi studiava musica classica di seguire le lezioni tenute da Pietro Leveratto (contrabbassista di fama mondiale). Io mi presentavo alle prime lezioni con la viola senza avere ancora le basi e abbastanza conoscenze per suonare il genere e sapevo fare poco o niente … Guardavo però con profonda ammirazione ai contrabbassisti, il suono del walking bass mi faceva sballare, tanto che non ci ho messo molto a decidermi a comprare un contrabbasso.
Da lì ho aperto i miei orizzonti al jazz, al latin e al rock-steady ska, sì perché al Conservatorio avevo un amico pianista, Ale Sartini, a cui dovevo restituire un favore musicale e lui mi disse che gli mancava il contrabbassista per completare la formazione di una nuova band … La band in questione erano i “Marciellos”, l’unica band italiana (tutt’ora esistente) tributo agli Skatalites. Sono rimasto con loro fino a che non ho dovuto lasciarli per concludere i miei studi musicali a Berlino.

iyeCome nasce il progetto Reggaesta ?

Il fatto di trovarmi a suonare musica jamaicana ha fatto in modo che me ne interessassi sempre di più. Dal rock-steady al reggae il passo è stato molto breve. Suonavo anche in una reggae band, i The Groove Makers dove potevo sbizzarrirmi a creare giri di basso ma sentivo la necessità di comporre qualcosa che fosse completamente mio.
Un amico mi passò Reason 2.0 e una versione preistorica di cubase e cominciai da lì a scrivere le mie prime basi. Non avendo praticamente librerie di suoni, se non quelle di default, puoi ben immaginare come potessero suonare …
Ho scoperto dopo poco il mondo dei reggae remix così decisi anch’io di cimentarmi. Ho caricato i miei primi tre remix su youtube in una botta sola e nonostante il canale fosse nuovo di pacca vidi le visualizzazioni e gli iscritti salire a una velocità veramente inaspettata. È stato quello l’input che ha fatto sì che non mi fermassi e andassi avanti per quella strada.
Dal 2010 ad oggi ho composto più di 100 pezzi tra remix, featuring e dub versions.
È grazie ai remix pubblicati che ricevo parecchie richieste di collaborazione ma lo faccio solo con artisti che mi piacciono davvero.
C’è un artista, che considero un fratello, con cui collaboro spesso e volentieri che è Maz Vilander, il leader dei Makadam Zena (Genova).
Ho inoltre la fortuna di avere come amico Raphael, leader degli Eazy Skankers (Savona), insieme abbiamo lavorato alla versione reggae di “Bang Bang” di Nancy Sinatra. Le collaborazioni sono andate anche oltreoceano con i 77 Jefferson di Kansas City.

iyeQuali sono i tuoi strumenti per remixare ?

Faccio tutto col portatile, ho un Acer di 3 anni che per ora regge bene … La DAW principale è Ableton Live, che personalmente considero una figata, con l’aggiunta di Reason in rewire. Finalmente dopo 3 anni di vero sbattimento sono riuscito a recuperare samples e strumenti virtuali che soddisfano abbastanza le mie esigenze, anche se ovviamente la ricerca di nuovi suoni, o ancor meglio di suoni vintage, non finisce mai. Lavoro molto sul colore dei miei pezzi, cerco sempre di fare in modo che non risultino suonate da una macchina, per farlo uso una dose di parti suonate (prevalentemente per le batterie e le chitarre) che spesso campiono da pezzi originali o master tracks mischiate a strumenti midi . Mixo e masterizzo il tutto sempre da pc anche se mi piacerebbe poterlo fare in studio con macchine serie che non so ancora quando potrò permettermi …

iyeHai intenzione di portare dal vivo il tuo progetto come selecter ?

Sì e ci penso già da un pezzo. L’unica ragione per cui non l’ho ancora fatto è che ho troppo poco tempo per organizzarlo.

iyeIl pop, essendo di per sé melodico, può essere una grande fucina di canzoni da remixare ?

Sicuro! In generale più un pezzo è melodico più riesco a trovare idee per il mio remix. Remixo più volentieri un pezzo pop di uno rap proprio perché il primo mi dà già più spunti da cui partire.
Un pezzo molto melodico ha un primo paletto da seguire che è quello dell’armonia. Mi piace avere delle linee guida da seguire per poi sfogare le mie idee al suo interno. A volte invece mi basta cambiare l’armonia di un pezzo, magari da maggiore a minore, per stravolgerlo.
Però più che il pop mi piace remixare artisti soul o r&b come John Legend, Marvin Gaye…

iyeQuali sono i tuoi gusti personali ?

Ascolto veramente di tutto ma ci sono dischi che hanno lasciato il loro segno indelebile dentro di me: “Hebron Gate” dei Groundation, “Coltrane’s Sound” di John Coltrane, “Now He Sings, Now He Sobs” di Chick Corea, “Dub Side of the Moon” degli Easy Star All-Stars, e “Follow the Leader” dei Korn.
Adoro qualsiasi cosa abbia composto Brahms e sono un grande fan di Bartòk e Shostakovich.

iyeNel remixare segui il tuo gusto o provi a fare qualcosa che possa essere venduto ?

Remixo solo i pezzi che dopo aver ascoltato mi piacerebbe risentire in chiave reggae. Alcuni remix li ho fatti sotto consiglio di Maz. Ricevo spesso richieste dai miei seguaci, uno addirittura voleva che facessi “Gangnam Style” reggae, ma sono poche quelle che soddisfo, proprio perché se il brano non mi piace non ho gli stimoli per remixarlo.

iyeCome vanno le vendite dei tuoi pezzi ?

Non male per non essere famoso ma sicuramente non ci campo. Più che altro tramite i remix e youtube c’è chi mi contatta per lavori su commissione, prevalentemente tribute artists europei, per farsi produrre riddim su misura o il remix del loro pezzo o una riproduzione fedele della strumentale di un pezzo reggae già conosciuto.

iyeProssimi progetti ?

In questi giorni sto lavorando a un pezzo per Rachel Wallace (UK), non molti si ricorderanno di lei, c’era un suo pezzo, “Tell Me Why”, che pompava di brutto nel ’92, anche lei fa parte degli artisti che mi hanno contattato dopo essere atterrati sul mio canale youtube.
Per l’autunno, spero non più tardi, dovrebbe uscire dall’Austria un altro pezzo in featuring con Raphael, nel frattempo ho finito in questi giorni di mixare un pezzo in collaborazione con Maz Vilander che farò uscire a breve.
Ho inoltre buttato giù l’idea per un nuovo progetto dub strumentale molto sperimentale, sempre come Reggaesta, ma vorrei avvalermi anche di validi musicisti per rendere la cosa un po’ più piccante…

iyeGrazie mille !

Grazie a te ancora per avermi dato spazio su Iyezine!

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