Reeko w Architectural – The Blue Album

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Reeko w Architectural – The Blue Album

Da PoleGroup, arriva il nuovo blue album di Reeko, l’opera più completa dello spagnolo che dà prova di essere uno scienziato del suono elettronico, grande manipolatore della materia, plasmando uno dei migliori album techno dell’anno.

Juan Rico, un nome, più volti. Il producer spagnolo è membro del collettivo PoleGroup, la massima autorità techno iberica, e una anche delle più importanti realtà europee fuori dall’accentratrice Berlino. Ragazzo di grande talento, ed è cosa buona e giusta se il nativo di Oviedo, classe 1981, si unisce nel 2008 alla formazione del collettivo che racchiude l’elite techno spagnola (in part time con Mental Disorder, il suo laboratorio da genio del male).
Lo abbiamo già conosciuto, qui su IYEzine, con un suo precedente ottimo lavoro, la serie di EP chiamata Ella, sotto il suo principale moniker Reeko, in cui si sono già manifestate le sue grandi abilità.

The Blue Album è fino a questo momento la più completa summa della visione musicale di Rico, delle sue prospettive sonore che spaziano dai meandri di una techno oscura, profonda e avvolgente, ma altrettanto impattante e pulsante, in pieno stile PoleGroup, con un pizzico di atmosfera dark data da influenze industriali e ambientali, fino a soundscapes più astratti e dilatati, di matrice dub-techno. In varie parti della raccolta la cosa interessante è che questi aspetti arrivano quasi a mescolarsi, a unirsi, creando una successione di parti che si innestano tra battiti densi ed aperture spazio-temporali.

Rico ama vestire diverse maschere, agire sotto diversi nomi, per concentrarsi interamente e rimanere fedele a un’idea o uno stile che identifichino la maschera stessa…ma cosa succede se le maschere collidono, si incontrano, si fondono?
Lo spagnolo per l’occasione fa convergere insieme i suoi due alias musicali, Reeko e Architectural (utilizzato per side projects), con l’intento di rendere l’idea di una visione il più ampio possibile sul suo mondo. Ciò spiega l’unione di questi differenti elementi, perchè se Reeko è la faccia più orientata alla potenza espressiva, più indicata al dancefloor (per quanto lo spagnolo non sia affatto un semplice picchiatore, quanto semmai un esploratore sonoro sullo stile di Shed o Shifted), Architectural è invece la sua faccia più aperta alle melodie e ad un’elettronica diretta maggiormente verso la mente dell’ascoltatore. Ascoltando The Blue Album il paragone che mi balza maggiormente in mente è Neukolln Burning di Deepchild, dell’anno scorso, perchè entrambi sono caratterizzati da una grande attenzione al ritmo, alla creazione di tracce tanto potenti quanto espressive e ricercate.
Nel susseguirsi delle tracce possiamo riconoscere una certa staffetta e una mediazione tra questi due elementi. Troviamo tracce come String Theory e soprattutto The Universal Dream, caratterizzate dal quasi annullamento del battito in favore di una dilatazione fuori dal tempo, sospesa in un andamento ciclico e sognante, una rivisitazione dell’ambient music in chiave di elettronica psichedelica; in particolare la prima traccia menzionata (numero 6 nella tracklist) ha anche un retrogusto sci-fi quasi in stile Tron (versione Daft Punk ovviamente); l’altra, invece, chiude magnificamente il disco fermando i motori per godersi ancora un attimo, prima di rientrare alla base terrestre, le armonie dell’universo da una prospettiva atemporale e veramente degna della musica elettronica colta.
Ma troviamo anche delle potenti bombe incendiarie techno, come Force Carriers col suo ritmo cadenzato e ansiogeno, ma soprattutto Melted, inconfondibilmente marchiata Reeko, una traccia pazzesca, che contiene in sé un’enorme energia, una bomba techno da lanciare su qualsiasi palcoscenico, ma anche estremamente curata e ricca di dettagli sonori, di quelle che ti lasciano esterrefatto lì, nel bel mezzo di una serata, ma anche in qualsiasi altro momento.

I momenti a mio parere migliori della raccolta sono quelli in cui Rico realizza le sue aperture melodiche e atmosferiche all’interno di un solido impianto techno, con tracce che sono dei veri capolavori di maestria del suono elettronico e genio artistico: Sex On Kepler su tutte, ma anche la delicatezza di The Universal Dream e la perfezione di Melted, senza contare che anche la lunga intro di Blue, dagli echi dub-techno, è perfetta per introdurci nel profondo blu del mondo di Reeko, scaldare i motori, e partire per l’immersione.
Se tutta la raccolta fosse su questi livelli non avrei esitato a definire l’opera una delle migliori raccolte techno mai sentite. Ma se vogliamo trovare qualche pecca (senza nulla togliere al lavoro, perchè ci troviamo di fronte ad un’ottima prova), a mio parere vi sono un paio di tracce, due o tre macchine da “peak time”, che mancano un po’ di quella visione che invece ha la pur egualmente potente Melted la quale, continuando nella metafora della macchina, può essere rappresentata come un impianto completo, un ciclo combinato che produce diversi tipi di prodotti per utilizzi diversi, piuttosto che come un pistone che va su e giù e che produce solamente la rotazione dell’albero … Dualities, Force Carriers e Startling Idea, dal punto di vista artistico non riescono ad eguagliare il livello delle sopra citate, per quanto si tratti di solide e corpose tracce techno, cattive come da marchio PoleGroup e che tanto piacciono ai suoi seguaci spagnoli e non solo, figlie spurie e prodotti secondari proprio di questa tensione a metà tra le atmosfere firmate Architectural e il marchio del fabbro Reeko, due elementi sapientemente ordinati e alternati traccia dopo traccia.
Le atmosfere e i paesaggi sonori sono dunque la chiave, l’elemento essenziale dell’album blu, a caricare il lavoro di una componente emozionale che in molti faticano anche solo a pensare di poter accostare alla techno.

In conclusione The Blue Album è il lavoro più completo pubblicato finora dal producer iberico, che è riuscito a plasmare la materia sonora per realizzare uno dei migliori album techno dell’anno; un album che inoltre traccia una rotta da seguire, e può dargli delle ottime indicazioni su dove andare a lavorare per affinare i dettagli e fare un ulteriore salto di qualità verso i massimi livelli, per diventare un vero mastro e alchimista del suono elettronico, per entrare nell’olimpo della techno.

TRACKLIST
1. Blue
2. Melted
3. Dualities
4. Sex on Kepler
5. Force Carriers
6. String Theory
7. Startling Idea
8. The Universal Dream

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