Poema Arcanus – Transient Chronicles

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Poema Arcanus – Transient Chronicles

Indubbiamente l’operazione si rivela opportuna alla luce del valore di questo lavoro che, pur non raggiungendo vette inarrivabili, conferma il combo di Santiago come una realtà davvero interessante, particolarmente per la volontà mostrata nel non volersi fossilizzare sugli schemi tradizionali del death-doom.
Già, perché, nonostante l’etichetta appiccicata ai Poema Arcanus sia proprio questa, Transient Chronicles possiede una forte componente definibile progressive-dark, grazie alla quale i nostri riescono a tenersi alla larga dalla secche nelle quali, inevitabilmente, rischiano di arenarsi gli epigoni meno talentuosi di My Dying Bride e simili.
A tale proposito desidero aprire una parentesi: mi è capitato di leggere una recensione, su un sito che non citerò e comunque non italiano, nella quale questo disco veniva definito buono ma purtroppo troppo derivativo ed eccessivamente influenzato da Stainthorpe e co. … ; qui i casi sono due: per scrivere certe fandonie, chi ha affermato ciò non ha mai ascoltato i MDB oppure, molto più probabilmente, non ha sentito più di una volta con un minimo di attenzione Transient Chronicles.
Che i maestri inglesi abbiano influenzato chiunque si approcci al gothic death-doom è un dato di fatto incontrovertibile, ma farli diventare l’unica fonte di ispirazione per chiunque rientri in quest’ambito stilistico denota quantomeno una certa superficialità (e non vado oltre).
Peraltro, tutto ciò finisce per danneggiare e mortificare il lavoro di band come i Poema Arcanus che provano, meritoriamente, a proporre delle variazioni che possano rendere maggiormente peculiari le sonorità proposte; poi non è detto che questo produca automaticamente risultati esaltanti, ma è necessario che la verità venga ristabilita e che, soprattutto, non si forniscano a chi legge informazioni prive di fondamento.
Volendo a tutti i costi rintracciare un parallelismo con qualche band o disco del passato, i Poema Arcanus odierni suonano come una versione doom, quindi più oscura e cadenzata, dei Dark Suns di “Existence” un piccolo gioiello datato 2005 che la band tedesca, in seguito, non è più stata in grado di avvicinare neppure lontanamente: avendo adorato quel disco, sono stato ben felice di ascoltare anche in quest’occasione passaggi tutt’altro che scontati, supportati da un’attitudine progressive e con un’alternanza tra growl e voce pulita decisamente appropriata, capaci di schiudersi sovente in fuggevoli squarci di rara bellezza melodica.
Ma il merito del quartetto cileno è proprio quello di non indugiare troppo a lungo su uno stesso riff o spunto azzeccato, provando sempre a rendere il songwriting un flusso in costante divenire, aspetto questo che rende l’ascolto tutt’altro che semplice e che, sicuramente, non consente di liquidare il disco dopo uno o due ascolti.
Una certa mancanza di scorrevolezza, alla lunga, è d’altro canto la pecca maggiore che emerge alla fine di quest’ora abbondante di ottima musica, nella quale peraltro non mancano spunti davvero originali come l’episodio epic-dark-folk intitolato Inquilinos, interamente cantato in spagnolo, e brani di grandissimo spessore qualitativo pur nella loro complessità come l’opener Us, Those Half Dead, Fugitive e Our Little Blood; rimarchevoli anche l’opprimente e oscura Stream Of Debrise e il singolo Omniscient Opponent, ipotetico punto d’incontro tra Type 0 Negative e Moonspell e impreziosito da un ottimo lavoro chitarristico.
Azzeccata anche la scelta di inserire come bonus track Errant Souls, la riedizione di un bel brano risalente ai primi passi musicali dei nostri (1995), quando ancora si chiamavano Garbage e suonavano, ovviamente, un ben più canonico e tradizionale death-doom.
Transient Chronicles è un lavoro di sicuro spessore che consente di collocare a ragion veduta i Poema Arcanus, assieme ai ben noti Mar De Grises e Procession, tra le punte di diamante della scena cilena, autentica culla del doom metal per quanto riguarda il Sudamerica.

Tracklist:
01. Us, Those Half Dead
02. Stream Of Debris
03. Fugitive
04. Inquilinos
05. Fading
06. Omniscient Opponent
07. Lambs
08. Default Song
09. Our Little Blood
10. Errant Souls

Line-up:
Luis Moya – Drums
Igor Leiva Benavides – Guitars
Claudio Carrasco Garcia – Vocals
Pablo Tapia – Bass

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