Pavor Nocturnus – Bosch

Pavor Nocturnus - Bosch

Pavor Nocturnus – Bosch

Pavor Nocturnus - Bosch

Pavor Nocturnus – Bosch

Nuova uscita per la Toten Schwan Records e nuovo percorso iniziatico attraverso un’ambientazione musicale che parte dal genere dark ambient per lambire universi altri, portando con sé nuovi modi di sentire.

Bosch è un progetto audio visivo di Pavor Nocturnus (Eugenio Mazza) per la parte musicale e H3ml0ck (Matteo Spadaro) per quanto riguarda la parte visuale, ispirandosi ai dipinti di un personaggio davvero difficile da definire : Hyeronimus Bosch, la cui pittura andò molto oltre l’arte, aprendo mondi che stentiamo a comprendere ancora oggi, e che sono forse inconoscibili, vette di incubi maggiori. Chi conosce un po’ i dipinti dello sciamano lisergico Bosch sa che se si sviluppano come un film, possono essere visti in tutti i sensi e ogni millimetro quadrato è colmo di qualcosa, di dolore, di figure grottesche, non di rovesciamento del reale, ma di totale dispiegamento dello stesso, ovvero si vede ciò che è veramente, non ciò che potrebbe sembrare.

Queste tracce nascono dentro le opere di Bosch, le attraversano e se ne nutrono per diventare altro, un vento di inquietudine che sviluppa tutti i sensi, un pulviscolo di inferno che cade da sottoterra. Ci sono echi di dannazione, di pene infinite e di grida che arrivano da molto lontano, da luoghi non terrestri, orizzonti che si stagliano dietro e dentro le figure che il pittore dipingeva.

Come Bosch era evidentemente un medium, ovvero un mezzo attraverso il quale un’entità rendeva reale cio che vedeva, Pavor Nocturnus per la parte musicale guardando e meditando i dipinti di Bosch fa nascere una sua musicalità, una personale interpretazione di ciò che vede, di ciò che sente davanti al trittico del Giardino delle Delizie ed altri dipinti custoditi al Prado di Madrid. Pavor Nocturnus produce un disco immaginifico e molto potente, realizzando il desiderio di poter veleggiare dentro i dipinti di Bosch, di fluttuare insieme alle sue figure contorte e doloranti, che altro non siamo che noi stessi, le nostre reali figure non come ci vediamo noi. Bosch è un disco che non può lasciare indifferenti, è una pietra miliare sia per chi ama la musica dark ambient ( anche se Bosch va oltre la musica comunemente intesa), e sia chi ama l’arte come porta per altri mondi.

Il disco possiede un’organicità estremamente coriacea e ha una forza fisica e spirituale molto grande, si insinua nel cervello e riporta vividamente visioni che ci lasceranno qualcosa.

Controcultura neuronale.

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Massimo Argo
argomassimo01@gmail.com
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