PAOLO BENVEGNÙ – HERMANN

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Paolo Benvegnù (ex Scisma) torna con la sua band (Luca baldini, Andrea Franchi, Guglielmo Ridolfo Gagliano, Michele Pazzaglia) a proporci nuove canzoni. Questa volta, concluse le tematiche introspettive dei precedenti lavori (Piccoli Fragilissimi Film, Le Labbra), l’intenzione è quella di aprirsi al mondo. Canzoni che parlano dell’uomo, della sua storia, della sua evoluzione. Hermann è il disco: colonna sonora dell’omonimo film, mai girato.

Il Pianeta Perfetto apre l’opera con dolcezza e quiete, tra chitarre acustiche e lievi melodie, introducendo con raffinatezza la successiva Moses, decisamente più energica e vibrante, grazie alle sue chitarre elettriche, le ritmiche incalzanti, i corposi arrangiamenti e la rabbia nelle parole. Love Is Talking prosegue il percorso di tensione con la sua energia esplosiva (ottimo il ritornello in lingua inglese) e parole affilate e taglienti. Avanzate, Ascoltate, riporta un po’ di quiete, affidandosi al pianoforte e alla splendida metafora sull’uomo “navi senza vento nell’oceano senza fine, chiedono alle stelle di trovare posizione/di tornare a navigare”. Io Ho Visto, ancora delicata e notturna, con i suoi suoni tenui ma chiaramente presenti, si increspa nel finale, lasciando spazio, poi, ad Andromeda Maria che, con la sua melodia fluente e l’intreccio degli arrangiamenti, conquista parlando di amore, del mito, dell’uomo. Achab In New York, dai toni distesi, lascia spazio a Sartre Monstre, più inquieta e sinuosa, dalle ritmiche frenetiche e dalle chitarre agitate. Good Morning, Mr Monroe! continua con la sua verve incalzante e le sue parole (nuovamente in inglese) dai toni decisamente pessimistici e disillusi “as a game, the game is lost, as a game, the dream is gone, as a game, the game is lost again”. Date Fuoco molto più raffinata e complicata, si sviluppa su melodie in evoluzione, tra echi New Wave (nella voce) e un finale strumentale ricco di intrecci sonori. Johnnie And Jane, dolce canzone d’amore, concede un momento di maggior calma e solarità. Il Mare è Bellissimo alza nuovamente la schiena con il suo veloce arpeggiare, in dispersione tra le cupe note di pianoforte, e gli arrangiamenti di sfondo, ricordando che “un viaggio senza destinazione significa destinazione”. Infine, L’invasore, con delicata melodia, chiude l’opera.

I Paolo Benvegnù ci consegnano un disco convincente. Le canzoni scorrono fluide, ammiccanti, orecchiabili, ben costruite, dagli ottimi arrangiamenti e dai testi interessanti e ben curati. Forse c’è qualche piccolo momento sotto tono, ma la media complessiva dell’opera resta sempre ben sopra la sufficienza. Paolo Benvegnù e i suoi compagni si confermano come punto di riferimento nell’attuale panorama musicale italiano e noi ne siamo ben contenti. Sperando di veder presto un loro concerto, consigliamo vivamente l’ascolto di questo disco.

TRACKLIST:
01. Il Pianeta Perfetto
02. Moses
03. Love Is Talking
04. Avanzate, Ascoltate
05. Io Ho Visto
06. Andromeda Maria
07. Achab In New York
08. Sartre Monstre
09. Good Morning, Mr. Monroe!
10. Date Fuoco
11. Johnnie And Jane
12. Il Mare è Bellissimo
13. L’invasore

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