Nekkar – Nekkar

Nekkar - Nekkar 1 - fanzine

Nekkar – Nekkar

I sei brani che compongono questo album autointitolato si snodano all’insegna di un death-doom alla costante ricerca di passaggi malinconici nei quali lo strumento principale non è la chitarra e neppure la tastiera, bensì il sax. Una scelta coraggiosa che, in più frangenti, si rivela azzeccata conferendo al sound dei Nekkar quella peculiarità altrimenti difficilmente rinvenibile nella maggior parte delle uscite di stampo analogo. Chiaramente non è così semplice abituarsi a uno strumento che nel death-doom, a mia memoria, non è mai stato utilizzato con queste modalità, soprattutto perché in tale contesto il sax non ha una funzione di semplice supporto ma riveste, semmai, quella di condurre le melodie dei brani nei momenti di maggior pathos. Qualcosa da sistemare ovviamente c’è ancora, a partire da una registrazione che non sempre lega in maniera ottimale lo strumento a fiato con quelli a corda, senza dimenticare mai, però, che qui siamo alle prese con un’autoproduzione. Solemn Mind e Uncomfortable Silence, dove appare in veste di illustre ospite niente meno che Sakis dei Rotting Christ, sono gli episodi migliori di un disco che, pur tra qualche imperfezione, lascia più di una sensazione positiva. Appuntamento, quindi, al prossimo full-length per verificare l’effettiva consistenza e gli eventuali correttivi apportati al proprio sound da parte dei promettenti Nekkar.

Tracklist :
1. In Your Absence
2. This Ordeal
3. Uncomfortable Silence
4. Bridge
5. Distorted Birth
6. Solemn Mind

Line-up :
Nodas – Bass
Efthimis – Drums
Kostis – Guitars
Giannis – Guitars, Vocals
Thomas – Saxophone

NEKKAR – pagina Facebook

Stefano Cavanna
stefano@iyezine.com

Cresciuto per motivi anagrafici a pane e prog, a differenza di molti miei coetanei non passo il tempo a piagnucolare sostenendo "cosa vuoi sentire ora, quello che viene pubblicato ai giorni nostri è tutta spazzatura" ... Invecchiando ho allargato invece i miei orizzonti musicali e oggi sono essenzialmente un appassionato patologico di funeral/death doom, oltre che ascoltatore compulsivo di metal in ogni sua svariata forma, senza per questo disconoscere (ci mancherebbe altro) tutta la grande musica prodotta negli anni '70.

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