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Mulbö – Mulbö

L’arte della fuga si allontana spesso in luoghi inesplorati, nei cui echi distorti si percepisce una vaga idea, neppure troppo rispondente alla loro fonte originaria.

Siamo in dolby surround con un altro Disco del Minollo, etichetta di qualità, che in veste Mulbö regala una massiccia dose di impro radicale poi riorganizzata.
Sarebbe scorretto dirlo, quindi sarà solo un’opinione personale: questo progetto noise partorito e battezzato olisticamente da Eros Giuggia, suona meglio di un disco dei Fasti.
Il primo motivo è palese, anche se non scontato: l’avventura sonora ci porta davvero a correre lontano dalla stasi quotidiana, soverchiando il terrore di rimanere incastrati. Nessun testo serve a complementare il ritmo, a volte tribale (Humbaba) e spesso atavico (Szen ji) che giunge in più apici concentrici. Se riascoltato bene più volte come prova del nove, ogni traccia sarà protagonista di ogni diverso ascolto (i transiti planetari nelle rispettive case possono dare un audace consiglio interpretativo). In secondo luogo, senza fare paragoni azzardati, essendo una costola di un gran gruppo, comunque Mulbö conserva la stessa e sola scintilla dell’universo Fasti, meno programmato e più immediato. Ci sono diverse potenziali hit: Noun è solo un preludio alla “catchy” Thallium case, ricordandoci i bei tempi e i ritmi alla One Dimensional Man. Il sax enuncia, teorizza e impone consigli per ogni situazione e assieme alla formazione originale (un altro sano e indubbio paragone ai Fasti in cui due bassi regnano) composta da Alessandro Baudino (basso I) e Fabio Dono (basso II, contrabbasso e synth) si ritrova in quello che la vera arte della fuga sa regalare : la gioia “macchiavellica” del canone.
Il disco è in uscita digitale l’11 Dicembre. Bravi ragazzi, Buon lavoro, anche grazie alla presenza di Tino Paratore e del suo “Cerchio Perfetto”; mastering a cura, invece, di Gianluca Patrito.

TRACKLIST
1-Humbaba
2-Noun
3-kobe
4-marno edwin
5-Thallium case
6-szen ji
7-xagalka
8-reamut

LINE-UP
Eros Giuggia : chitarre, sax
Alessandro Baudino : Basso, Drones
Fabio Dono Basso, contrabbasso, synth
Claudio Coclica : Batteria, batteria elettronica,voci

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Enrico Mazzone
emazzone1@gmail.com

Della grigia Torino racconto solo i contorni che la nebbia permette di ancora vedere. Per questo motivo i miei disegni sono in bianco e graffite, con qualche sfumatura carica e qualche altra sbiadita.Frequento L'accademia albertina dove non mi viene permesso di frequentare il corso di incisione per saturazione posti per ben 3 anni ( su 7) Decido allora di prendere in mano la matita e scoprire le gioie e i dolori del tratteggio e del puntinato. A4, A3,70x50, 70x100,5x1,50 e 20 x 2 metri, alla ricerca di spazio per poter espletare i miei ricami mentali. Horror vacui ? No, mancanza di spazio vitale, effettivo, pratico, logistico, emotivo, affettivo e sociale, non chè espressivo.