Mournful Gust – For All The Sins

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Mournful Gust – For All The Sins

L’ascolto di un lavoro di questo genere, come sempre, rischia di dividere il pubblico in quanto racchiude pregi e difetti di gran parte delle uscite in ambito gothic death-doom degli ultimi anni.
A fronte di un’originalità per lo più latitante troviamo infatti una serie di brani dotati di grande fascino ed eseguiti in maniera ottimale; la domanda che sorge spontanea è questa: se consentiamo ai maestri (in qualsiasi ambito stilistico) di citare all’infinito se stessi, perché non possiamo fare altrettanto con chi ne segue le orme, magari risultando persino superiori per intensità e convinzione?
In effetti i Mournful Gust, con questo loro ultimo disco, si liberano parzialmente dell’ingombrante presenza dei My Dying Bride, che aleggiava in “The Frankness Eve”, spostando le coordinate verso un gothic doom più fruibile e dagli accenti meno cupi, finendo però ugualmente per approdare su terreni comunque già ampiamente battuti.
Un destino, questo (del resto stiamo parlando di doom ….), al quale nessuna band moderna può pensare seriamente di sfuggire ma, se i risultati sono quelli di For All The Sins, mi sento di poter chiudere questa fin troppo lunga parentesi con un bel “chissenefrega” ….
Tanto per tranquillizzare i detrattori chiarisco subito che in ogni fase del disco i Mournful Gust ricordano puntualmente band diverse e di differente estrazione consentendo nel contempo ai nostri di sfuggire ai rischi di una proposta monolitica.
L’opener Sleeping With My Name, abbinata ad un curatissimo video, mostra senza indugi le doti della band ucraina capace di tessere trame malinconiche e raffinate, mentre nelle successive Keep Me Safe From The Emptiness e Falling In Hope il suono si avvicina a quello della band guida del death doom melodico dell’ultimo decennio, ovvero i magnifici Swallow The Sun, e lo stesso avviene anche nella splendida Your White Dress. Un altro tratto comune con i maestri finnici è la presenza di un cantante in grado di mostrare un growl espressivo e profondo alternandolo a clean vocals assolutamente adeguate; addirittura mi spingo a dire che Vlad Shahin, nel genere specifico, è in assoluto il miglior singer in un ipotetica classifica combinata tra i vari registri vocali. Esemplicative al riguardo le prestazioni in brani come Let The Music Cry e This Drama Will Be The Last nei quali l’enfasi vocale del lungoncrinito cantante fornisce il classico valore aggiunto a un tappeto melodico di sicuro impatto emotivo.
Proprio la voce di Vlad conduce la band a lambire territori vicini agli Evergrey più evocativi, basti sentire la sentita versione acustica di Let The Music Cry per riportare alla memoria le sensazioni di un brano come “Different Worlds”, oppure si spinge ad acuti di stampo “gillaniano” all’interno dell’avvolgente atmosfera sinfonica che contraddistingue Words Of Farewell.
Spunto quest’ultimo che non dovrebbe essere del tutto casuale alla luce della chiusura dell’album affidata alla cover di uno dei brani simbolo dell’hard rock settantiano come Rainbow Eyes .
Il primo ascolto di For All The Sins potrebbe lasciare perplessi, proprio perché il sound pare spingere talvolta in maniera eccessiva su un più fruibile versante gotico, va detto però che la perseveranza nell’approfondirne i contenuti alla lunga viene premiata, grazie a una serie di brani di indubbio valore e capaci di restare ben impressi nella memoria.
I Mournful Gust hanno composto il disco che potrebbe consentire loro di varcare i confini dell’ex- Unione Sovietica a livello di notorietà; del resto è giusto che la band ucraina possa finalmente cogliere i frutti di un lungo lavoro che li ha portati a un livello assolutamente adeguato agli standard delle band più note del settore.

Tracklist:
1. Sleeping with My Name
2. Keep Me Safe from the Emptiness
3. Falling in Hope
4. Until I’m Bright
5. Let the Music Cry
6. This Drama Will Be the Last
7. Your White Dress
8. Words of Farewell
9. Let the Music Cry (Silver Strings version)
10. Rainbow Eyes (…in Loving Memory of Dio)

Line-up :
Vlad Shahin – vocals
Vasily Morozov – guitars
Eugene Rusetsky – guitars
Saho Malevany – bass
Stas Mischenko – keyboards
Inna Esina – flute
Nikolay Kostetsky – drums

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