Midhaven – Spellbound

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Midhaven – Spellbound

Non è mai troppo tardi per realizzare quanto la possibilità di raggiungere chiunque in un battito di “clic” abbia cambiato definitivamente, piaccia o meno, il corso di molte attività umane, e la musica è una di quelle che, a mio avviso, ha maggiormente beneficiato di tutto ciò.

Fino a qualche anno fa nessuno, infatti, poteva immaginare che l’Asia Meridionale, per esempio, avesse in serbo tali e tante realtà dedite al metal in tutte le sue forme e, soprattutto, con una freschezza ed un’inventiva difficilmente riscontrabile nei due continenti tradizionalmente culla di queste sonorità.
In questi ultimi tempi noi di In Your Eyes, soprattutto con Alberto Centenari, vi abbiamo fatto conoscere il death nepalese, il thrash indiano piuttosto che realtà estreme e non provenienti da Bangladesh o Indonesia, anche grazie alla collaborazione fattiva della Transcending Obscurity di Kunal Choksi, che ci rifornisce settimanalmente di materiale da recensire sempre di primissima qualità.
Quindi, come primo approccio musicale con la sterminata nazione indiana, mi sono accaparrato questo fenomenale esordio su lunga distanza dei Midhaven, band che in un colpo solo annichilisce centinaia di volenterosi quanto opachi mestieranti del metal mondiale.
I ragazzi di Mumbai ci regalano un album che, intanto, è difficile da catalogare, e già di per sé questo, anche se non è un assioma, appare sicuramente un primo elemento a loro favore; la cosa più bizzarra è che gli stessi Midhaven citano influenze nobili quali Mastodon, Paradise Lost, Amorphis e Anathema, tra le quali, francamente, e solo a tratti, si può a rinvenire giusto qualcosa dei primi, tanto per spiegare quanto sia complesso anche per chi lo suona definire con precisione il genere effettivamente proposto.
Lanciandomi in qualcosa di molto azzardato, parlerei piuttosto di una base grunge, soprattutto per l’emozionale voce pulita che ricorda un Eddie Vedder dai toni più sottili, con spruzzate di post metal, slanci progressive, il tutto frequentemente sporcato da un buon growl e da qualche riff di matrice core (specie in Fall Of Olympus) ma, soprattutto, sempre coinvolgente e capace di tenere avvinto l’ascoltatore dalla prima all’ultima nota.
Seeking The Divine abbaglia subito con le sue melodie e la fluidità con la quale le atmosfere mutano, offuscando repentinamente un cielo terso fino ad un attimo prima.
La title track è un’altra perla alla quale seguono altri buonissimi brani fino all’accoppiata delle meraviglie Third Eye e Whitewash, entrambe facenti parte dell’ep “Tales From The Tide” del 2013 e rielaborate per l’occasione, impreziosite non solo da una scrittura eccellente ma pure da assoli di chitarra magnifici per il loro afflato melodico.
Insomma, anche se forse non sarò stato del tutto esauriente nel difficilissimo compito di spiegarvi per filo e per segno il contenuto di questo ottimo, anche se un po’ troppo breve, Spellbound, spero se non altro di avervi incuriosito al punto tale da spingervi a fare una capatina sul bandcamp dei Midhaven per rendervi conto voi stessi del potenziale enorme, ed in buona parte già espresso, in dotazione a questa band giovane ma pronta per esplodere anche al di fuori del proprio continente.

Tracklist:
1.Lunar Blessing
2.Seeking The Divine
3.Spellbound
4.Tales From The Tide (Spellbound version)
5.Ascension
6.Fall of Olympus
7.Third Eye (Spellbound version)
8.Whitewash (Spellbound version)
9.Death Row (feat. Jordan Veigas)

Line-up:
Karan Kaul – Vocals, Guitars
Abhishek Sawant – Vocals, Bass
Shreyas Rane – Guitars, Keys
Aviraj Kumar – Drums

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