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Recensione : Marius Danielsen’s Legend Of Valley Doom – Marius Danielsen’s Legend Of Valley Doom

E' da apprezzare lo sforzo del musicista norvegese nel riuscire a coinvolgere musicisti di tale levatura, se siete amanti di queste sonoritร  l'opera non potrร  non piacervi, altrimenti non credo vi farร  perdere la testa.

Marius Danielsen's Legend Of Valley Doom  -  Marius Danielsen's Legend Of Valley Doom - Recensioni Metal

Gran bel colpo quello della Crime Records, che licenzia la metal opera del cantante norvegese Marius Danielsen, giร  dietro al microfono dei Darkest Sins, autori del primo full lengthย tre anni fa.

Uno spiegamento di forze metalliche impressionante, per un lavoro che non si discosta dalle opere giร  edite dai nostri Rhapsody e sopratutto Avantasia, perciรฒ si parla di power metal sinfonico ed epico, colmo di cavalcate metalliche gioia dei true defenders e parti classiche che glorificano ed epicizzano i vari capitoli della nuova saga della Valley of Doom.
Il cantante รจ aiutato in questo ambizioso lavoro dai suoi compagni nei Darkest Sins, il chitarrista Sigurd Kรฅrstad, la bassista Anniken Rasmussen, Peter Danielsen al synth ed il drummer Ludvig Pedersen, che si divide il lavoro alle pelli con Alex Holzwarth dei Rhapsody of Fire e poi aggiunge molto pepe nel piatto preparato per i kids, avendo ottenuto la collaborazione di una buona fetta del gotha del metal classico internazionale.
Tra gli altri infatti spiccano nomi altisonanti nei musicisti coinvolti come: Edu Falaschi, Tim Ripper Owens e Mark Boals al microfono, Timo Tolkki, Chris Caffery, Ross the Boss e Jimmy Hedlund tra i musicisti impegnati alle sei corde, il nostro Alessio Lucatti alle tastiere e Mike LePond e Barend Courbois al basso.
Mixato dal guru del power metal europeo Piet Sielck, l’album mantiene in parte quello promesso da cotanto ben di dio agli strumenti, infatti pur risultando un buon lavoro, a tratti l’opera fa fatica a decollare, cosรฌ che gli sforzi del buon Marius Danielsen, non portano a quel discone che la line up poteva far pensare.
Non fraintendetemi, Marius Danielsen’s Legend of Valley Doom piacerร  e molto agli amanti del power e sopratutto dei concept fantasy, ormai conosciuti come metal opere, anche se manca quello squillo di trombe trionfale che permette ad un buon album di raggiungere l’eccellenza.
Peccato, forse i nomi coinvolti distraggono dalla qualitร  della musica, che, pur rimanendo su livelli medio alti, fatica ad uscire dai soliti clichรจ, risultando a tratti scolastica nel songwriting, insomma siamo lontani dai capolavori delle band da cui il vocalist pesca a piene mani.
A livello esecutivo, con musicisti del genere, non possiamo che essere nel meglio che il metal classico odierno puรฒ offrire, dalle prove sontuose degli assi al microfono, alla tecnica dei musicisti alle prese con i ferri del mestiere, che, in mano a nomi del genere da ferro si trasformano in oro, manca appunto un pizzico di maturitร  in piรน nel songwriting, che appiattisce molti dei brani presenti ed impedisce al lavoro di prendere il volo.
Molto bella anche se di maniera la title track, posta al centro dell’opera e fulcro, con i suoi quattordici minuti, di tutta la storia, seguita dalla Gamma Ray oriented Raise You Shields.
Epicissima cavalcata in stile Rhapsody, Chamber Of Wisdom รจ un altro di quei brani che alzano e di tanto la qualitร  del disco, cosรฌ come l’opener The Battle of Bargor-Zun, anche se il giร  sentito aleggia tra i solchi del brano.
Come detto in precedenza l’album piacerร  ai fans del genere, da apprezzare lo sforzo del musicista norvegese nel riuscire a coinvolgere musicisti di tale levatura; se siete amanti di queste sonoritร  l’opera non potrร  non piacervi, altrimenti non credo vi farร  perdere la testa.

TRACKLIST
01. Intro
02. The Battle of Bargor-Zun
03. The Prophecy of the Warrior King
04. Chamber of Wisdom
05. Mirror of Truth
06. Haunting My Dreams
07. The Legend of Valley Doom
08. Lost In A Dream of No Return
09. Raise Your Shields
10. Free as the Wind
11. The Fallen Heroes of Our Land
12. Outro

LINE-UP
Vocals:
Marius Danielsen (Darkest Sins)
Edu Falaschi (ex-Angra, Almah)
Tim Ripper Owens (ex-Judas Priest, ex-Iced Earth, ex-Yngwie Malmsteen)
Mark Boals (ex-Yngwie Malmsteen, Iron Mask, Royal Hunt)
Jonas Heidgert (Dragonland)
Elisa C. Martin (Hamka, ex-Dark Moor, ex-Fairyland)
Alessio Garavello (ex-Power Quest, A New Tomorrow)
Kai Somby (Intrigue)
Artur Almeida (Attick Demons)
George Tsalikis (Zandelle)
John Yelland (Disforia, Judicator)
Simon Byron (ex-Crystal Empire, Sunset)
Mikael Holst (Timeless Miracle)
Guitars:
Timo Tolkki (ex-Stratovarius, Avalon)
Chris Caffery (Savatage, Trans-Siberian Orchestra)
Ross the Boss (ex-Manowar, DeathDealer)
Robb Weir (Tygers of Pan Tang)
Tobi Kersting (Orden Ogan)
Jimmy Hedlund (Falconer)
Marco Wriedt (Axxis, 21Octayne)
Olivier Lapauze (Heavenly)
Felipe (Twilight Force)
Alex TheKing Mele (Kaledon)
Esa Ahonen (Cryonic Temple)
Kristian Tjelle (ex-Nocturnal Illusion)
Gard Austrheim (My Decending Ark, ex-Fatty Sunroad)
Marius Danielsen (Darkest Sins)
Sigurd Kรฅrstad (Darkest Sins)
Synth:
Peter Danielsen (Eunomia, Darkest Sins)
Alessio Lucatti (Vision Divine, Etherna)
Bass:
Barend Courbois (Blind Guardian)
Mike LePond (Symphony X)
Anniken Rasmussen (Darkest Sins)
Ignacio Lopez (Skiltron)
Giorgio Novarino (ex-Crystal Empire, ex-Bejelit)
Marius Danielsen (Darkest Sins)
Drums:
Alex Holzwarth (Rhapsody of Fire)
Ludvig Pedersen (Darkest Sins)

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