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Recensione : Lou Fai Summer 2

Lou Fai Summer 2: (casettaloufai.splinder.com) : questa è la testimonianza sonora di piccolo grande miracolo. Non pensate a Padre Pio e a ...

(casettaloufai.splinder.com) : questa è la testimonianza sonora di piccolo grande miracolo. Non pensate a Padre Pio e a San Gennaro e compagnia brutta, ma alla cosa più ovvia del mondo : hai un pezzettino di terra che era l’orto di tuo nono? Bene, prendi dei gruppi che ti piacciono e li fai suonare lì, chiami i tuoi amici e fai passaparola, e ti fai il tuo piccolo festival fai da te.

Sono giunti alla terza edizione mi sembra, perchè non mi sono molto documentato, poichè avevo fretta di scrivere di questa cosa. Soprattutto in questi tempi molto bui per la musica, dove un festival veramente indipendente, come il Tagofest di Massa viene fatto chiudere poichè gli onesti cittadini massesi non sopportano il rumore ( la musica se non è Gigi D’Alessio è rumore, e meno male che non c’erano i Motorhead al Tagofest), e quindi intervengono gli sgherri in divisa che staccano la spina papale papale. Roba che se la fai in Inghilterra ti ritrovi gli squatters che cagano sopra gli scranni della House of Lords. Ma in questo stato “fascista light” ( citazione da un bellissimo articolo di Daniele Luttazzi sul Manifesto di mercoledì 16 settembre) i ragazzi che si sbattono per divertirsi senza rompere i coglioni a nessuno non vanno bene, se non sei mercificato sponsorizzato e allineato sei un pericolo da chiudere. Come le camionette di sbirri per liberare case vuote e trasformate in spazi culturali, come i divieti continui a tutto e a tutti, esclusi gli ipermaercati dove musica e figure ipnotiche ti flagellano la mente, in attesa di far fare un’altra strisciata al tuo bancomat. In Italia la musica è meno di zero, se essa non è X Factor o Amici, dove dei tronfi coglioni giudicano altri deficienti che sperano in un effimero successo, ovvero in un grande nulla, perchè pochi ce la fanno. Per tutti questi e altri moltissimi motivi bisogna portare rispetto ed ammirazione a tutti quelli che, come questi fratello e sorella veronesi, ci credono ancora, e si sbattono per far esprimere liberamente persone e sentimenti, come i The Clevr Square, due pivelli che suonano lo- fi da dio, che si sono presentati alla Casetta e hanno tanto rotto le palle e alla fine li hanno fatti suonare, potete sentirli su www.teakettlerecords.com, un’altra splendida oasi di libertà sonora e mentale.
Per cui scaricate, scrivete ai due ragazzi o semplicemente vivete la vostra scena, date una possibilità a gruppi meno sconosciuti, comprate dischi autoprodotti, perchè ciò che stà sotto la linea di galleggiamento ci salverà dalla merda che galleggia sopra. Una cosa potete farla anche subito, saricatevi il podcast degli Urlatori alla Sbarra, tanto per cominciare!!!

casettaloufai.splinder.com

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