iye-logo-light-1-250x250
Webzine dal 1999

Recensione : LOS BITCHOS – TALKIE TALKIE

Sciolgono definitivamente le riserve sonore, puntando tutto sul lato più estroso ed esuberante della loro musica, Los Bitchos.

LOS BITCHOS - TALKIE TALKIE - Recensioni Rock

Sciolgono definitivamente le riserve sonore, puntando tutto sul lato più estroso ed esuberante della loro musica, Los Bitchos, quartetto/all girl band dalle provenienze melting pot (Uruguay, Australia e Svezia) di stanza a Londra, di cui ci eravamo già occupati due anni fa, in occasione della release del loro album d’esordio “Let the festivities begin!” (nel quale era contenuto il pirotecnico tormentone indiePista (Fresh Start)“) protagonista di sonorità che attingono dal funk, dalla disco music, dal pop più ricercato e raffinato, dall’Eighties guitar sound, da suggestioni turco-esteuropee e dalla cumbia (una musica caratteristica che affonde la radici in Paesi latini come Colombia, Panama, Argentina e Perù, innervando da quest’ultima Terra anche la tradizionale “chicha”) il tutto riarrangiato in chiave psichedelica e con un piglio garage/surf.

A quell’Lp di debutto hanno fatto seguito un 7″ a tema “natalizio”, “Los Chrismos“, e un altro 7” uscito l’anno scorso, “Pah!“, che si inserivano sempre in un filone “dance-rock”. Quest’anno, le ragazze (capitanate dalla chitarrista e polistrumentista Serra Petale, coadiuvata da Agustina Ruiz alle tastiere/synth/keytar e da una solida sezione ritmica composta dalla batterista Nic Crawshaw e da Josefine Jonsson al basso) hanno pubblicato, a fine agosto, il loro secondo full length, “Talkie talkie“, ancora una volta sulla label tedesca City Slang (prodotto dal gruppo insieme a Oli Barton-Woode e Giles Barrett) e in cui il background eclettico summenzionato esplode in un prorompente caleidoscopio di colori vivi e frizzanti sin dall’opener “Hi!” e continua a spingere sul versante latineggiante della proposta sonica, dipanandosi lungo dodici brani (anche stavolta, quasi interamente strumentali) infarciti da quintalate di groove, canovacci melodici che si stampano in testa, chitarre scintillanti e beat trascinanti, col singolone “La bomba” a raccogliere l’eredità da banger on the dancefloor di “Pista”, passando per la title track, “Don’t change“, “Kiki, you complete me“, “1K!“, “It’s about time“, fino ad arrivare alla conclusiva “Let me cook you“, queste chicas riescono a risultare sempre più affiatate, divertenti, contagiose nella loro allegria, belle da ascoltare e vedere in azione sui palchi (e il mese prossimo saranno anche in Italia per una data) a suonare come una squadra e un corpo unico che, tra urla di entusiastica gioia, trasforma i concerti in enormi party cumbiadelici all’insegna del “free your mind, and your ass will follow“.

Talkie talkie” è un disco perfetto da consigliare a chi vuole viaggiare con la mente e ha voglia di ascolti leggeri, ma non superficiali da radio/canale televisivo mainstream generalista, e la spensieratezza di queste ragazze mette di buon umore ed è un toccasana con cui consolarsi in questi tempi di merda. Aguante Los Bitchos!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

CANALE TELEGRAM

RIMANI IN CONTATTO

GRUPPO WHATSUP

POTREBBE INTERESSARTI ANCHE

Buzzcocks - Attitude adjustment - Recensioni Rock

Buzzcocks – Attitude adjustment

Ci hanno preso gusto, i rinnovati Buzzcocks. Dopo il comeback album “Sonics in the soul” che, nel 2022, segnò il ritorno sulla lunga distanza della leggendaria punk…

The Molotovs - Wasted on youth - Recensioni Rock

The Molotovs – Wasted on youth

Eccoli qui, attesi al varco, i nuovi cocchi della scena rock ‘n’ roll inglese, i giovanissimi Molotovs. Dopo una manciata di singoli, usciti l’anno scorso,

The Damned - Not like everybody else - Recensioni Rock

The Damned – Not like everybody else

E’ ciò che hanno fatto i Damned, veterana punk/goth/dark band inglese, che ha dato alle stampe “Not like everybody else”, tredicesimo lavoro sulla lunga distanza..