LORENZO MAZZONI-HAILE SELASSIE I DISCORSI

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LORENZO MAZZONI-HAILE SELASSIE I DISCORSI

Tutti gli ascoltatori e gli amanti del reggae si sono trovati davanti al fenomeno del Rastafaresimo, poiché gran parte dei tasti della musica in levare contengono riferimenti a questa religione. Il credo Rastafari non è di facile comprensione per chi, come noi, ne viene bene o male dalla religione cattolica, ma l’autore di questo libro, Lorenzo Mazzoni, ha pubblicato anche un bel volume sul Kebra Nagast ( Coniglio Editore 2008 ) che è la bibbia del Rastafari.

Proprio dalla Bibbia parte la religione Rastafari, poiché il Kebra Nagast ( in lingua Ge’ez “ La gloria dei re “ ) è ( come si può leggere nella pagina dedicata su Wikipedia ) :” ..il testo, che attinge all’Antico Testamento, ai Vangeli cristiani e al Corano, narra del leggendario trasferimento dell’Arca dell’Alleanza da Gerusalemme al Regno di Saba (Etiopia). Secondo la leggenda, l’Arca passò da Re Salomone di Israele nelle mani di Bayna-Lehekem, figlio di Salomone e della regina di Saba Makeda. Bayna-Lehekem fu in seguito incoronato re di Etiopia col nome di Menelik I. Il trasferimento dell’Arca viene quindi letto simbolicamente come un passaggio della discendenza biblica di Israele in Etiopia, e quindi attribuisce elementi divini alla dinastia tradizionale etiope, che governò sul paese ininterrottamente fino all’ascesa di Haile Selassie I (1930), fatta eccezione per il periodo tra il 950 e il 1270, quando fu retto da una dinastia di religione pagana o ebraica, gli Zagwe….”
Questa raccolta di testi deriva principalmente dall’Antico Testamento e da scritti rabbinici ed arabi, e pone l’attenzione sulla dinastia divina di cui l’ ultimo esemplare sarà appunto Haile Selassiè I, che viene visto come il messia dai seguaci del Rastafari, ovvero come colui che li avrebbe riportati in Africa, la loro terra originaria. Sarebbe troppo difficile in questa sede, provare ad introdurre un discorso su queste tematiche, ed allora navigheremo intorno ad un porto sicuro, i discorsi di Haile Selassiè.

Questo piccolo uomo fù l’imperatore della sua gente in un momento davvero turbolento della storia mondiale, ovvero dal 1930 al 1973. Particolarmente illuminanti per noi italiani sono i discorsi che vertono sull’invasione italiana dell’Etiopia, che non è una pagina nera della nostra storia, ma un conseguenza di ciò che siamo. L’Italia non esce bene dai discorsi di Selassiè, che sottolinea la furbizia, l’infedeltà e la cattiveria contro i deboli che ci ha sempre contraddistinto. In Italia si è parlato molto poco dell’Etiopia e della Somalia, della nostra colonizzazione e dei nostri massacri ; leggendo questo libro possiamo capire cosa abbiamo combinato nel Corno d’Africa, e cosa stiamo combinando ancora, vedi la morte di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin, in seguito alle loro inchieste sui traffici di rifiuti radioattivi e non. Il verbo di Haile Selassiè I può essere interpretato in modo messianico, o semplicemente letto come l’eredità di uno statista la cui grandezza non è mai stata capita fino in fondo. E chi lo stava a sentire l’Imperatore d’Etiopia, quando al mondo c’erano i Kissinger, gli Andreotti e i papi ?

Eppure questo piccolo uomo, pur schiavo di piccole passioni e giochi di palazzo, aveva in mente un disegno, un diverso futuro per l’Africa, fatto di unità e di pace, cercando di ottenere giuste ed eque relazioni con il mondo occidentale. L’Imperatore avrebbe voluto sfruttare le immense risorse di cui disponeva l’Etiopia, ora attanagliata da una siccità senza fine, che segue a guerre sanguinosissime. Leggendo questi discorsi possiamo vedere la storia dell’Etiopia e del mondo da un’altra angolazione, cogliendo aspetti sorprendenti ed inediti, grazie anche all’ottima scrittura di Mazzoni e alla sua grande competenza in materia, frutto di anni di studi.

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