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Recensione : Le Carogne – Secondo Le Carogne

Quando hai un'attività e sulla tua porta si staglia la minacciosa figura del postino le più fosche previsioni si addensano nella tua mente: una cartella pazza di Equitalia? L'ennesima estorsione bancaria? Pessime notizie dal tuo commercialista di "fiducia"?

Le Carogne – Secondo Le Carogne

E’ con tutta questa serie di timori che pochi giorni or sono ho accolto la figura invero simpatica del portalettere di zona ma, per una volta, non si trattava di pessime notizie bensì dell’invio del nuovo lavoro delle mie carogne preferite (hanno un nome da cattivi ma vedendo la loro fotografia si capisce subito che sono bravi ragazzi).
Per chi aveva avuto la ben poca gradevole ventura di aver letto la mia recensione del loro primo album ben ricorderà che il mio apprezzamento nei loro confronti era molto alto, ed era un apprezzamento condiviso con nomi di grande rilievo del giornalismo musicale italiano.
Ed è quindi con grande piacere e con notevole curiosità che ho subito estratto il cd dalla sua pregevole confezione e l’ho posizionato sul portatile che ho in negozio.
Da quel momento ho ascoltato almeno una decina di volte le nove canzoni che compongono questo disco e l’ho fatto per due motivi precisi: il primo è stato indubbiamente quello di metabolizzare gli indubbi cambiamenti avvenuti nel suono della band ed il secondo, consequenziale al primo, è stato quello di riuscire a dare il mio modesto, ma pur sempre obiettivo, giudizio.
Ecco quindi cos’è scaturito dai miei ascolti: il pezzo che apre l’album, Fermami, potrebbe ricordare uno dei brani più rock di quel folle di Mgz, Di Poche Parole è un surf sporcato di elettronica “povera” che fa tanto Man Or Astro-man? post svolta Devo, Pittore, che poi è la mia canzone preferita del lotto, mi ha rimembrato addirittura una band mirabile come gli Avvoltoi con il suo suono volutamente retro-futurista (?!?) ed il suo testo (finalmente) ingenuo.
Proseguendo nell’ascolto il mio interesse è stato destato dai ritmi grintosamente punk di Via XXV Aprile 67, dalle atmosfere garage screziate di synth di Atmosfera protetta e dall’epitaffio finale di Tkngrg nella quale i ritmi si rialzano sopra i livelli di guardia.
Nel descrivere i considerevoli mutamenti avvenuti nel sound de Le Carogne si potrebbero scomodare discendenze più o meno nobili, ma è soltanto ascoltando con attenzione questo album che potrete farvi un’idea di una raccolta che, passato un primo momento di comprensibile spaesamento, potrebbe riservarvi notevoli e piacevoli sorprese.
Le Carogne sono tornate, sono cambiate ma sempre e comunque viva Le Carogne.

Line-up :
Stefano – Bass
Riccardo – Vocals, Organ, Synth
Carlo – Guitar
Daniele “Slavo” – Drums

LE CAROGNE – pagina Facebook

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