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Recensione : Last Frontier – Theta Healing (through The Poison)

Dotato tecnicamente e con un vocalist che fa scintille, il gruppo partenopeo ci consegna tra le mani un gioiello di metallo heavy prog, con tutti i crismi per piacere agli amanti dei suoni classici

Last Frontier  -  Theta Healing (through The Poison) - Recensioni Metal

L’Italia non si ferma piรน!!

Dimenticate per un attimo tutte le nefandezze politiche e sociali che stanno attraversando da nord a sud il bel paese, lasciate ad altri polemiche stupide sul week end pallonaro e concentratevi sulla nostra musica preferita.
Bene, allora vi stupirete come negli ultimi anni, la nostra eterna esterofilia sia sempre piรน obsoleta e fine a sรฉ stessa, merito di una moltitudine di ottime band che dalle Alpi, alle coste del Sud invadono il mercato con lavori eccellenti, professionali e che non hanno piรน paura di confrontarsi con le altre realtร  europee, che siano dedite al metal estremo o all’hard rock, all’heavy metal o al prog.
Le cittร  dello stivale continuano a sfornare realtร  sopra la media e per chi si dedica al supporto dell’underground, รจ diventata ormai consuetudine parlare di scena, sia che si parli di Milano, come di Palermo, di Torino come, in questo caso, di Napoli.
Napoli, cittร  in cuiย i suoi abitanti nascono con un qualcosa in piรน quando si parla della sublime arte, conosciuta in tutto il mondo per la sua famosa “canzone”, ma ultimamente e fortunatamente per noi, madre di una scena hard & heavy che sta regalando grosse soddisfazioni e gruppi dal potenziale altissimo.
I Last Frontier, attivi da una decina d’anni, licenziano il secondo full length, ripescato dalla nostrana Revalve (in origine uscito lo scorso anno) e fanno il botto (qualitativamente parlando) con un lavoro prodotto benissimo suonato e sopratutto cantato divinamente, che unisce il classico heavy sound con parti prese a piene mani dal prog metal di derivazione nostrana, perciรฒ non lontani da Vision Divine e DGM, aggiungendo quella drammaticitร  heavy, marchio di fabbrica dei Symphony X, praticamente una meraviglia.
Dotato tecnicamente e con un vocalist che fa scintille, il gruppo partenopeo ci consegna tra le mani un gioiello di metallo heavy prog, con tutti i crismi per piacere agli amanti dei suoni classici, elegantemente nobilitati da ottime parti dove i tasti d’avorio creano epiche sinfonie e la chitarra infiamma, brucia, folgora con solos che riecheggiano nei padiglioni auricolari come echi di urli lanciati dalla cima del vulcano che domina la loro cittร .
Basterebbe l’opener Arachnophobia, per spellarsi le mani in applausi scroscianti, ma la band imperterrita sciorina una dietro l’altra songs clamorose come la power oriented Dragonfly’s Trail, l’arabeggiante Lost In Confusion, l’U.S metal Dying Storm, la sinfonica ed epica Disharmonic Chaos, strumentale da brividi e la devastante e tecnicissima The Root of His Anger, che chiude alla grande un lavoro dall’elevato spessore compositivo ed esecutivo.
Hangarvain, Black Inside, Nameless Crime sono solo ottimi esempi, a cui si aggiungono i Last Frontier, di una scena napoletana che fa fuoco e fiamme piรน dello stessoย Vesuvio, supportatela senza se e senza ma.

TRACKLIST
1. Principio: Morsus
2. Arachnophobia
3. Dragonfly’s Trail
4. Beyond This Scene
5. Perdition
6. Lost in Confusion
7. Visionary Maze
8. Dying Storm
9. Disharmonic Chaos
10. The Root of His Anger

LINE-UP
Darka – Vocals
Nitrokill – Guitars
Adrian Dรจi – Bass
Cyrion Faith – Keyboards
Zarro B. Cruel – Drums

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