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La libertà è una lotta costante di Angela Davis

La libertà è una lotta costante di Angela Davis

In queto periodo così difficile, così pieno di odio e razzismo un libro come “La libertà è una lotta continua” ci fa continuare a sperare che esiste ancora una possibilità. Le sue parole sono potenti il suo un dolce sogno.

Angela Davis per i pochi che non lo sanno nasce a Birmingham, 26 gennaio 1944, un’attivista del movimento afroamericano statunitense.Leader del partito comunista negli Usa, partecipò al Black Panther Party. Negli anni settanta viene inserita immediatamente nella lista dei dieci criminali più pericolosi ricercati dall’FBI, si fa un bel pò di anni. Ma proprio dal carcere Davis scriverà alcune delle pagine più famose della contestazione statunitense, tanto da meritare tre canzoni in suo onore: Angela del Quartetto Cetra (la prima in assoluto, scritta nel 1971) Angela di John Lennon e Yoko Ono, e Sweet Black Angel dei Rolling Stones.

In questo vengono riproposti alcuni suoi discorsi su violenza domestica e di genere, violenza della polizia statunitense sui neri, speculazioni delle multinazionali, l’occupazione dei territori palestinesi, la situazione delle carceri. C’e’ un accenno ad una sua visita a Savona nel 2014 (Savona, 18/9: cena cubana e incontro con Angela Davis alla SMS Cantagalletto) dove rimane stupita dalle persone che gli chiedevano informazioni su Micheal Brown e Ferguson e auspica ancora una volta una visione globale del futuro.

Molto bello anche lo stralcio dove parla di Nelson Mandela, Angela afferma come Mandela aveva sempre insistito sulla dimensione collettiva dei risultati, tutti conseguiti assieme ai compagni, troppe volte si è tentato di santificare la sua persona. Stesso processo era stato fatto con Martin Luther King Jr, separandolo dagli uomini e le donne che avevano combattuto con lui. Opporsi a questa visione della storia, di singoli, di superuomini invece che all’opera dei singoli in modo che la gente possa riconoscere la propria capacità di agire, come parte di una comunità di lotta.

La libertà è una lotta costante Ferguson, la Palestina e le basi per un movimento
Di Angela Davis
Saggistica
Collana: Saggi
Pagine: 192
Prezzo: € 14.90

16 Condivisioni
simone benerecetti
simone benerecetti
[email protected]

editor of In Your Eyes ezine.

3 Comments
  • admin
    Epi
    Posted at 18:07h, 23 Luglio Rispondi

    Bella la tua introduzione alla recensione sul libro di Angela Davis: ” le sue parole sono potenti, il suo un dolce sogno.”
    Cosa potrei aggiungere per dare senso storico al suo sogno ?
    Potrei parlare dei muri contro I quali si e’ scontrata, dei fallimenti che ha vissuto, delle discriminazioni che ha subito anche all’ interno della comunita’ nera.
    Del muro all’ interno del partito comunista perche’ nera e perche’ donna e accettata alla fine per il suo aspetto di ragazzo e per la sua grinta maschile.
    Dell’ abbandono subito durante l’ incriminazione per la sua presunta complicita’ cogli assassini (due ragazzi neri) di un giudice bianco in un tribunale.
    Del sessismo piu’ becero dei membri del Black Power per I quali le donne, – ed ancor piu’ le nere,- servivano solo distese su di un materasso.
    E I fallimenti dei movimenti neri : Malcolm X fallito nella scuola dei bianchi vuole la violenza, il dominio dei neri.
    Aderisce per poco al movimento non violento e integrazionista di Martin Luther King ma quando questo indice la marcia pacifica si Washington la ritiene una pagliacciata e se ne va in malo modo a formare un gruppo di ultras.
    Poi ecco emergere fra I neri Stokely Carmichael, inizialmente simile a Malcolm X, poi capisce che sarebbe utili creare un partito e presentarsi alle elezioni ( grazie anche a sua moglie la cantante Miriam Makeba ), e fonda il Black Party. Ma la sua figura e il suo carisma non piace a tanti, I quali, per contrasto, fondano I Black Panthers.
    Litigi, discussioni, lotte intestine alla fine si fonda il Black Panthers Party per emarginare Stokely o almeno ridimensionarlo. Ma dura poco: arrivano a far scrivere un libro sul loro movimento poi scompaiono, e con loro Angela Davis.
    Anzi, lei sola si trova ad affrontare la prigione.
    La prigione, la solitudine e la discriminazione dai suoi perche’ donna.
    Come tutte le donne nere; sia nel mondo dei bianchi che in quello dei neri.
    I neri che peggiorano sempre piu’ il rapporto con le loro donne.
    Sono questi I mesi che I vari movimenti falliti fanno emergere in molti neri la convinzione che solo una religione di neri potra’ dare a loro potere e dignita”
    Ed ecco l’ adesione di masse nere all’ islam.
    ( Fra questi anche Cassius Clay che diviene Mohamed Ali )
    E per le donne questo significa essere discriminate ancor piu’: altro che partecipazione politica o parita’ , ora solo serve degli uomini.
    E Angela ha dovuto vedere e subire anche questo.
    Intanto Elisabeth Eckford, l’ unica ragazza nera ad avere il coraggio di presentarsi ad una universita’ di bianchi per frequentare (coi massimi voti ), viene bloccata dalla polizia dell, Alabama, all’ ingresso, e scacciata da una folla di ragazzine bianche inferocite. Nessuno a difenderla, dovra’ intervenire il presidente Kennedy stesso per farla, in seguito, ammettere.
    E queste sono briciole di storie e di miserie di quegli anni che sono state il pane che ha nutrito il sogno di Angela.

    Ora Angela si e’ riscattata e sta vivendo il suo sogno ( o almeno ci prova ), quello di essere se stessa e portare nel mondo la sua voce di liberazione dai razzismi, dai sessismi contro le donne, dalle discriminazioni.
    Ma il suo viso e’ spesso serio e interrogativo: si interroga sul perche’ gli esseri umani eleggano spesso I vari animatori di movimenti politici o sociali al rango di supereroi, all’ empireo dei miti. ( Anche lei e’ divenuta suo malgrado, mito. )
    Forse non lo sa, o non lo
    vuol sapere che la massa che la ascolta, che inneggia alle sue parole e’ un aggregato ( dal latino = gregge = ) di pareri, opinioni, desideri, pulsioni tutte diverse le une dalle altre e li riunite da una unica medesima pulsione LA PAURA DI ESSERE SE STESSI che fa vedere loro Angela come una guida, una luce, un punto certo, un verbo sicuro di verita’.
    E non possono fare a meno di lei perche’ non possono fare a meno del mito.
    Sono deboli, sono limitati, sono fallibili e si sentono incapaci di cambiare se stessi ( immaginiamoci il mondo poi ) e hanno bisogno degli esseri superiori ,infallibili, salvifici per credere che la vita valga ancora la pena di essere vissuta.
    Ed ecco nascere I Mandela, I Martin Luther King, I Che Guevara, le Angela Davis, ecc…ecc…
    Ma anche Angela e gli altri Supereroi sanno, ( o almeno intuiscono ) che non possono fare a meno di recitare il loro ruolo perche’ questo la Storia ha loro assegnato, la vocazione a cui sono chiamati, il sogno che devono vivere.
    Altro non devono chiedere.

    Il mito, – purtroppo, o meno male, – VINCE !

  • admin
    Epi
    Posted at 18:08h, 23 Luglio Rispondi

    E’ curioso osservare come il potere ( il mito e’ il vero potere perche’ e’ insito e segreto in ciascun essere umano ) fagociti, assimili, faccia propria la carica violenta e creativa dei ribelli per renderli propugnatori, divulgatori fautori di nuovi valori politici o sociali.
    Ed usa l’ astuzia di renderli essi stessi parte di se, ovvero MITI.
    Ovvero applica il metodo del consenso sociale della immagine e delle idee di questi ribelli tramite la sfumata, enfatizzante e romantica loro esaltazione messa in atto da altri miti.
    Perche’ il potere deve operare sulla coscienza della massa ( che adora il mito ) per farla muovere e agire verso nuovi valori politici, sociali, economici, religiosi, produttivi e filosofici.
    Cosi e’ stato ai tempi dei pirati nominati duchi e baronetti dai re per fagocitarli al loro servizio. Cosi e’ stato per Sacco e Vanzetti, un po’ di anni prima di Angela Davis, condannati a morte solo perche’ italiani, ( gli italiani a quel tempo erano visti e trattati peggio dei neri perche’ considerati tutti ladri, truffatori e mafiosi ) e poi grandemente esaltati dai grandi musicisti di allora ( Bob Dylan, Joan Baez ,ecc.. ).
    La societa’ americana non poteva permettersi di perdere il consenso di una gran massa di lavoratori e consumatori , quale era la comunita’ italiana; bisognava quindi riabilitarla mitizzandola tramite altri miti.
    Cosi e stato per la comunita’ nera, milioni di produttori della ricchezza nazionale e consumatori.
    Bisognava riabilitare Martin Luther King , tramite la musica, la letteratura, il cinema.
    Qui e’ curioso notare l’ apparente stridore e contraddizione della enfatizzazione del mito di Angela Davis da parte di cantanti bianchi.
    Vada per il Quartetto Cetra, forse I piu’ sinceri e poveri diavoli, ma I vari sir John Lennon e Rolling Stones, miliardari che ben poco o niente avevano a che vedere con l’ essere neri e come loro miseri e maltrattati.
    Ma questo alla massa, al gregge affamato di mito non interessava minimamente, non scalfiva la pace della sua coscienza.
    Al gregge interessava il fascino del mito.
    Del mito che partoriva altri miti perche’ dentro di se’ intuiva che tutto cio’ che il mito emanava ERA VERITA’, la nuova verita’.
    E ne restava affascinata.

    Tutto il resto non contava.

  • admin
    Epi
    Posted at 18:31h, 23 Luglio Rispondi

    A proposito di ribelli e contestatori del potere, nasce in quegli anni, in Inghilterra il gruppo musicale dei Beatles.
    Emblematica e’ la loro apparizione pubblica e musicale.
    A partire dal nome datosi ( beatles = scarafaggi ) e dalle loro musiche rivoluzionarie nel mondo conservatore britannico di allora.
    I giovani, e non solo, ne sono affascinati, la societa’ tutta riceve una scossa traumatizzante.
    Auspicano una nuova societa’, rapporti nuovi fra gli individui, un cambiamento delle regole,dei luoghi comuni, della mentalita’ corrente.
    ( Basti pensare alla loro canzone ” imagine ” in cui si sogna un mondo senza religioni e autorita’, senza re e sudditi, senza ideologie e guerre, senza ricchi e poveri per capire l’ impatto emotivo e trascinante di quel messaggio sulla massa di diseredati sognatori di tutto il mondo ).
    Le cose si mettono serie per la societa’ inglese di quegli anni, il mondo e’ gia’ pieno di rivoluzioni e sconvolgimenti politici e di rivoluzionari ve ne sono in giro gia’ troppi.
    Bisogna intervenire radicalmente e il potere lo fa alla maniera inglese.
    Fare intervenire il massimo mito inglese ( la regina ), per fagocitare questo mito insorgente entro I canoni del mito max british ovvero la gerarchia monarchica.
    La regina li nomina baronetti, il loro messaggio poetico viene assunto a patrimonio ideale della societa’ e la loro musica una nuova linfa creatrice.
    Il potere fa mettere la cravatta agli “scarafaggi” e il mondo tutto inneggia alla loro bravura, plaudendo pecorescamente anche alla intelligenza del potere per aver loro assegnato il titolo di ” sir ”
    I loro sogni per un poco resistono, poi divengono monotoni, il gregge reclama rumore e I Beatles si dissolvono.

    Nuovi miti fanno capolino sul palcoscenico del mondo.

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