Hellzarockin’ – Cinque miti del rock come non li avete mai visti

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Per rendere interessante un fumetto non basta evidentemente il solo talento grafico ma è necessario anche il supporto di una trama narrativa adeguata.

Quindi, per coinvolgere chi come me non è proprio un consumatore incallito di questa forma artistica, uno stratagemma di successo può essere quello di mettere sullo sfondo storie che vedono per protagonisti personaggi che hanno scritto pagine storiche in ambito musicale.
Ed ecco quindi che la Tunuè, tre anni dopo la sua prima pubblicazione, ripropone questa riuscita operazione intitolata Hellzarockin’ – Cinque miti del rock come non li avete mai visti.
Ad arricchire un piatto già potenzialmente appetitoso è intervenuta la creatività dell’autore dei testi, Gianluca Morozzi, il quale non si è accontentato di creare una scenografia pedissequamente biografica spingendosi ben oltre, immaginando talvolta un corso della storia alternativo a quello che ognuno conosce, oppure provando a spiegare con teorie bizzarre, ma non per questo meno affascinanti, le scelte artistiche e personali di alcuni dei personaggi descritti.
Le storie disegnate con stili differenti, ma in egual misura incisivi, vanno dalla rilettura onirica della storia di John Lennon, alla ricostruzione della vita e delle prese di posizione spesso contraddittorie di Bob Dylan, fatte raccontare in prima persona da una commovente Joan Baez, all’amara finestra aperta sulla leggenda del sosia di Paul McCartney passando per la notevole comicità esibita nel racconto della storia alternativa dei Mötley Crüe, fino al fanta-horror con il quale viene rievocata, tramite l’immaginaria testimonianza di Tony Iommi, la sregolata esistenza di Ozzy Osbourne.
Nella speciale combinazione tra sceneggiatura e tratto fumettistico, il racconto che prediligo è quello in cui viene elaborata una nuova teoria sulla sostituzione del vero Paul McCartney con un sosia, dove il protagonista pronuncia una frase illuminante pur nella sua apparente banalità : “… come si può togliere la musica a un musicista … ?”.
Ma anche la vena onirica degli altri capitoli e l’irresistibile comicità che trasuda da ogni riquadro di una biografia dei Mötley Crüe stracolma di sliding doors spalancatesi sul versante più improbabile, sono di primissimo ordine e rendono la lettura dell’opera un vero piacere.
Preferisco non raccontarvi altro sulle singole trame per non togliere ad alcuno il gusto di scoprire da solo le numerose chicche che Morozzi riserva ai lettori con la sua sceneggiatura ora poetica, ora malinconica, ora grottesca ma sempre avvincente; del resto, per quanto non siano stati posti limiti all’immaginazione, alcune ricostruzioni alla fine potrebbero apparire persino plausibili, specie per chi dei singoli musicisti è stato o è tuttora un fan incallito.
Non resta che citare ed applaudire gli artisti che hanno trasformato in immagini le brillanti intuizioni dello sceneggiatore: Giulia Sagramola (Bob Dylan), Michele Petrucci (Paul McCartney), Jacopo Vecchio (John Lennon), Bianca Bagnarelli (Mötley Crüe) e Sergio Algozzino (Ozzy Osbourne).

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