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Recensione : Krysantemia – Finis Derium

Le sfuriate death/thrash di "Finis Derium" escono dalle casse come pallettoni sparati dalla bocca di un cannone

Krysantemia  -  Finis Derium - Recensioni Metal

Un’altra band nostrana pronta per un salto che, grazie all’ottima rincorsa presa con questo lavoro, non potrà che essere molto lungo.

La band in questione si chiama Krysantemia, proviene da Pavullo (Modena) e si è formata intorno al 2007, rilasciando il primo Ep due anni dopo (2009) ed il full length d’esordio (“Lay Down Forever”) nel 2012.
Un’intensa attività live e la firma con Memorial Records, precede l’uscita di questo ottimo secondo lavoro, ben saldo nei suoni estremi del nuovo millennio, suonato e prodotto benissimo.
Thrash metal, appesantito da iniezioni di potente death metal di scuola americana, sommato ad un ottimo senso per la melodia, fanno di Finis Derium un perfetto esempio di metal estremo, nel quale non mancano accenni al genere cool in questi anni (il metalcore), senza spingere troppo su quel versante e mantenendo una buona personalità, riuscendo così a piacere sia agli amanti del death/thrash senza compromessi, sia a chi preferisce comunque iniezioni melodiche e ritmi potenti ma cadenzati.
La band spara le proprie cartucce in poco più di mezz’ora, rendendo l’album una botta d’adrenalina da godersi tutta d’un fiato: le canzoni si susseguono creando un ottimo muro sonoro dove, inevitabilmente, emerge la buona tecnica di un combo affiatato.
Thrash anthem di sicura presa come l’iniziale In Corpus Diaboli e la title track, si alternano a brani cadenzati e monolitici come Not Alone, mentre riuscite parti chitarristiche, che ricordano la scuola degli anni ottanta, si scontrano con momenti di metal moderno dove il vocalist Andrea Vidali offre sfoggio del proprio talento al microfono, attorno al quale i Krysantemia costruiscono il loro muro sonoro incrollabile, passando dal classico scream/growl ad una ottima voce pulita (Incarnation),.
Grazie alla produzione, le sfuriate estreme di Finis Derium escono dalle casse come pallettoni sparati dalla bocca di un cannone, regalando a tratti momenti esaltanti, complici riff e ritmiche sopra le righe (Try To Get Lost).
Peraltro la band promuoverà l’album con un tour nel corso del quale suonerà di supporto ai Marduk, e scusate se è poco …

Tracklist:
1. In Corpus Diaboli
2. Finis Dierum
3. At last
4. Not Alone
5. Sadistic Possession
6. Incarnation
7. When the Sun Dies
8. Shadows of Fault
9. Try to get Lost 1
10. Six Feet Away
11. Saint Evil

Line-up:
Lucio Secchi: Drums
Alessandro Secchi: Bass, Chorus
Andrea Vidali (Svi): Vocals
Alex Ruggeri: Guitars
Mario Bernabei: Guitars

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